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	<title>Astarte 21/06 &#187; Balthazar</title>
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		<title>Codex Borgia</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2014 15:36:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Codex Borgia XIII secolo 270 x 265 mm Â« La scoperta e la conquista del continente centro e sud americano rappresentÃ² un avvenimento del tutto unico nella storia dell&#8217;umanitÃ . Nel 1519, quando Hernan CortÃ©s sbarcÃ² nel Golfo del Messico, l&#8217;impero azteco, che piÃ¹ tardi avrebbe dato il suo nome allo stato del Messico, era all&#8217;apogeo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Codex Borgia</strong><br />
<em>XIII secolo</em><br />
270 x 265 mm</p>
<p>Â« La scoperta e la conquista del continente centro e sud americano rappresentÃ² un avvenimento del tutto unico nella storia dell&#8217;umanitÃ . Nel 1519, quando <strong>Hernan CortÃ©s</strong> sbarcÃ² nel Golfo del Messico, l&#8217;impero azteco, che piÃ¹ tardi avrebbe dato il suo nome allo stato del Messico, era all&#8217;apogeo della sua potenza e si trovava ancora in piena espansione. Due anni dopo, questa potenza venne spezzata dai conquistadores spagnoli. Lo sfortunato principe <strong>Montezuma</strong> aveva trovato la morte e la capitale Tenochtitlan era in rovina. Da queste rovine nascerÃ  la cittÃ  di Messico, metropoli della Nuova Spagna. Nel 1520, quando <strong>DÃ¼rer</strong> arrivÃ² a Bruxelles durante il suo viaggio in Olanda, rimase profondamente impressionato dal fascino esotico di oggetti mai visti prima di allora. In effetti a Bruxelles si possono vedere i primi regali che CortÃ©s inviÃ² dalle sue campagne messicane a <strong>Carlo V</strong>. Quest&#8217;ultimo li aveva portati con sÃ© durante il viaggio intrapreso in occasione della sua incoronazione come prova della sua sovranitÃ  universale, e li mostrava agli sguardi stupiti dei suoi sudditi. Le scuole dei templi dell&#8217;America Centrale trovarono una tragica fine nel loro stesso paese e soltanto alcuni resti sparsi del miracolo &#8220;indiano&#8221; sopravvissero. Molti finirono in Europa ed entrarono in possesso degli Asburgo e, in quantitÃ  ancora maggiore, del papa: <em>parure</em> di piume, gioielli d&#8217;oro, maschere di giada, e tutta una serie di manoscritti che rappresentavano le misere reliquie di un&#8217;incommensurabile produzione di libri religiosi. Tra le testimonianze piÃ¹ degne di nota della miniatura meso-americana, accanto a un codice conservato a Dresda, e grazie al quale la ricerca giunse a decifrare la scrittura Maya, si trova il <em>Codice Borgia</em> conservato in Vaticano come un prezioso tesoro. Quest&#8217;opera risale certamente al XIII secolo, ovvero alla fase tarda della cultura Maya e agli inizi del periodo azteco, piÃ¹ precisamente all&#8217;ambiente legato al venerabile centro religioso di Cholula. Gli intenditori lo qualificano come l&#8217;ereditÃ  piÃ¹ importante tramandataci dall&#8217;America centrale. Le sue 76 pagine dipinte e piegate a fisarmonica racchiudono dei veri e propri <em>reportage</em> sulle cerimonie religiose, anche se vengono resi in forma graziosamente stilizzata. Centinaia di sacerdoti, di dei, di animali mitici e di oggetti stranamente animati popolano le illustrazioni. Queste composizioni, armoniosamente ripartite sulla superficie, riportano sempre lo sguardo verso il punto cruciale della scena. I riti religiosi avevano la funzione di conciliare i diversi campi cosmici e quindi di consolidare l&#8217;ordine del mondo. La retorica della disposizione gerarchica e uno schematismo dettato dall&#8217;opulenza e dall&#8217;autoritÃ  dominano quindi questo manoscritto dipinto; tuttavia, vi si scoprono anche le tracce di una concezione piÃ¹ naturalistica. Questo avviene in particolare nei volti coperti da strane maschere dietro le quali si nascondono esseri umani che momentaneamente recitano il ruolo delle divinitÃ . In tutto questo universo, si rimane colpiti dall&#8217;esultanza dei colori, dei fiori e delle piume, dell&#8217;oro, delle pietre preziose e della giada &#8211; un universo di bellezza che, associato alla costante disposizione alla morte, alla brutalitÃ  dei sacrifici umani e all&#8217;azione di strappare i cuori palpitanti dai corpi ancora vivi, affascina e sciocca allo stesso tempo gli europei. Â»</p>
<p style="text-align: right;">(Norbert Wolf, <em>Capolavori della Miniatura</em>. Ed. Taschen)</p>
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		<title>Dioscurides: De Materia Medica di Istanbul</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Aug 2012 15:36:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dioscurides: De Materia medica Codice in arabo datato 1229 comprendente oltre 563 rappresentazioni di piante oltre a numerose altre illustrazioni, commissionato da Shams al-DjabbÃ¢r idn &#8216;AlÃ® al miniatore Abd al-JabbÃ¢r ben &#8216;AlÃ®, che si firma nelle due pagine del frontespizio. Â« A partire da X secolo, la Spagna moresca svolse un ruolo sempre piÃ¹ importante [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dioscurides: De Materia medica</em><br />
Codice in arabo datato 1229 comprendente oltre 563 rappresentazioni di piante oltre a numerose altre illustrazioni, commissionato da <strong>Shams al-DjabbÃ¢r idn &#8216;AlÃ®</strong> al miniatore <strong>Abd al-JabbÃ¢r ben &#8216;AlÃ®</strong>, che si firma nelle due pagine del frontespizio.</p>
<p>Â« A partire da X secolo, la Spagna moresca svolse un ruolo sempre piÃ¹ importante nella trasmissione, in Occidente, delle opere antiche tradotte in arabo, ma anche delle opere nate nella ricerca specificatamente araba. Ãˆ proprio in Spagna, nrl 951-952, che il monaco Nicolas aiutÃ² <strong>an-Nasir</strong>, il califfo di Cordova, a tradurre il <em>De Materia Medica</em> (<em>Dei rimedi</em>) di <strong>Dioscoride</strong>.<br />
I letterati del califfo, infatti, non riuscivano a decifrare quest&#8217;opera greca del I secolo sulle piante medicinali, dono dell&#8217;imperatore bizantino <strong>Costantino VII Porfirogeneta</strong>. Supponendo l&#8217;esistenza di alcune tappe intermedie, puÃ² darsi che il magnifico manoscritto qui presentato risalga a questa antica traduzione araba. Comunque sia, lo stile delle miniature denota nella sua sconvolgente bellezza l&#8217;influenza dell&#8217;arte bizantina.<br />
Un incomparabile Dioscoride era stato miniato agli inizi del VI secolo per la principessa <strong>Anicia Giuliana</strong>. Le illustrazioni presentavano delle piante e alcune tappe della loro crescita, trattate con stupefacente fedeltÃ  al modello naturale. In alcuni punti, il presente manoscritto denota tentativi simili. La vigna manigificamente osservata e dipinta risulta essere la copia fedele di un esempio antico, naturalistico, trasmesso tramite Bisanzio.<br />
La maggior parte delle volte tuttavia le miniature delle piante rappresentate in questo manoscritto sono state fortemente stilizzate. CiÃ² Ã¨ dovuto a una forma di semplificazione, ma anche di interpretazione artistica. Nell&#8217;Islam, infatti, la rappresentazione degli alberi e delle piante non fu mai sottoposta al divieto delle immagini, e potÃ© quindi seguire un&#8217;evoluzione continua segnata da una grande maestria decorativa.<br />
In compenso la miniatura dei titoli dipinti su sfondo dorato, che occupa due pagine, presenta di nuovo tratti dominanti dello stile bizantino. Un uomo barbuto alquanto dignitoso Ã¨ seduto su un trono dall&#8217;alto schienale. Apparentemente si tratta di Dioscoride stesso, volto, con la mano alzata, verso due personaggi posti a sinistra. Questi rappresentano i suoi discepoli, che rimettono rispettosamente al maestro una copia della sua opera. Il modello che servÃ¬ da base a questa miniatura Ã¨ il tipo di rappresentazione degli evangelari bizantini. Il fatto che gli artisti iracheni attingessero soprattutto alle forme bizantine quando si trattava di rappresentare la figura umana, Ã¨ attestato anche dalla bella immagine del maestro e dei discepoli incorniciata da un&#8217;arcata anticheggiante al foglio 2 verso. Anche qui soltanto alcuni dettagli iconografici, in particolare i turbanti di Dioscoride e dei suoi allievi, mostrano che l&#8217;illustrazione appartiene al mondo islamico. Â»</p>
<p>(<strong>Norbert Wolf</strong>, <em>Capolavori della miniatura</em>. Ed. Taschen)</p>
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		<title>Aratea di Leida</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Aug 2011 08:43:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aratea di Leida 225 x 200 mm di formato per 99 fogli, provenienza lotaringia (Aquisgrana), 825 d.C. circa: 35 miniature a piena pagina, di cui 4 mancanti. Â« In epoca ellenistica, il poeta greco Arato scrisse su commissione di un principe macedone una breve opera sui corpi celesti, rifacendosi agli studi dell&#8217;astronomo Eudosso di Cnido [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/aratea-di-leida-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3505" title="aratea-di-leida-1" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/aratea-di-leida-1-263x300.jpg" alt="aratea-di-leida-1" width="263" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Aratea di Leida</strong><br />
225 x 200 mm di formato per 99 fogli, provenienza lotaringia (Aquisgrana), 825 d.C. circa: 35 miniature a piena pagina, di cui 4 mancanti.</p>
<p>Â« In epoca ellenistica, il poeta greco <strong>Arato</strong> scrisse su commissione di un principe macedone una breve opera sui corpi celesti, rifacendosi agli studi dell&#8217;astronomo <strong>Eudosso di Cnido</strong> (319-337 a.C.). Il breve trattato si apre con la descrizione delle costellazioni, seguita dall&#8217;enumerazione dei pianeti e delle condizioni atmosferiche, chr servivano a dare indicazioni pratiche aj navigatori e agricoltori. Il poema didascalico, che conteneva anche suggestive saghe e racconti mitologici, fu oggetto di edizioni sempre piÃ¹ aggiornate durante il Medioevo; il codice serviva infatti per lo studio dell&#8217;astronomia.<br />
Tra le numerose copie carolingie che riproducono i cicli delle costellazioni d&#8217;epoca tardoantica, questo codice, oggi custodito a Leiden, riveste una particolare importanza. L&#8217;ottima qualitÃ  delle miniature a piena pagina rivela che fu realizzato per un autorevole committente della corte di Carlo Magno. Le immagini delle costellazioni, corredate da una carta dei pianeti, sono inscritte entro una cornice e riempite da colori di copertura, mentre le stelle sono dipinte a oro: queste illustrazioni rappresentano una straordinaria riproduzione artistica dei modelli tardo-antichi, anch&#8217;essi di grande pregio.<br />
Le varie edizioni carolinge dell&#8217;<em>Aratea</em> conservano intatto il loro fascino anche ai giorni nostri, in quanto riproducono gli originali antichi con estrema fedeltÃ . Talvolta infatti i miniatori rievocano le istanze classiche con tale maestria che alcune immagini ricordano i personaggi degli affreschi di Pompei. Tuttavia la posizione e le dimensioni delle stelle in questi manoscritti sono talvolta associate alla figura mitologica sbagliata. Col passare del tempo e col diffondersi dei modelli arabi, queste raffigurazioni riprodurranno in modo sempre piÃ¹ fantastico le antiche conoscenze astronomiche, fino a rendere quasi irriconoscibile l&#8217;antico carattere pittorico e i riferimenti mitologici dele illustrazioni originali. Â»</p>
<p style="text-align: right;">(Norbert Wolf, <em>Capolavori della miniatura</em>. Ed. Taschen)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/aratea-di-leida-2.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-3506 aligncenter" title="aratea-di-leida-2" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/aratea-di-leida-2-150x150.jpg" alt="aratea-di-leida-2" width="150" height="150" /></a> <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/aratea-di-leida-3.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3507" title="aratea-di-leida-3" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/aratea-di-leida-3-150x150.jpg" alt="aratea-di-leida-3" width="150" height="150" /></a> <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/aratea-di-leida-6.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3508" title="aratea-di-leida-6" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/aratea-di-leida-6-150x150.jpg" alt="aratea-di-leida-6" width="150" height="150" /></a> <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/aratea-di-leida-4.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3509" title="aratea-di-leida-4" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/aratea-di-leida-4-150x150.jpg" alt="aratea-di-leida-4" width="150" height="150" /></a> <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/aratea-di-leida-5.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3510" title="aratea-di-leida-5" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/aratea-di-leida-5-150x150.jpg" alt="aratea-di-leida-5" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Il manoscritto, probabilmente commissionato dall&#8217;imperatore <strong>Ludovico I</strong> (sul trono dal 814 al 840) e da sua moglie <strong>Giuditta</strong> (800-843 ca), ha lasciato traccia di sÃ© nella Francia settentrionale attorno all&#8217;anno mille, attraverso le due copie realizzate al convento di St. Bertin. Nel 1573 fu acquistato dal pittore <strong>Jacob Susius</strong>, che lo portÃ² a Grand, e da lÃ¬ passÃ² nelle mani di <strong>Hugo Grotius</strong> (1583 &#8211; 1645). Questi lo utilizzÃ² come riferimento per l&#8217;edizione dei <em>Syntagma Arateorum</em>, pubblicato nel 1600, e venne successivamente a trovarsi nella biblioteca di <strong>Cristina di Svezia</strong>. Nel 1690 fu trasferito alla biblioteca universitÃ ria di Leiden insieme all&#8217;intera collezione di <strong>Isaak Voss</strong>. Vi Ã¨ tutt&#8217;ora conservato, e non Ã¨ consultabile: Ã¨ invece disponibile per la consultazione la sua copia olografica conservata al <em>Klementinum</em> di Praga.</p>
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		<title>Al-Jazari &#8211; Kitab fi Ma &#8216;rifat al-Hiyal al-Handasiya</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 16:14:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Al-Jazari Kitab fi Ma &#8216;rifat al-Hiyal al-Handasiya (Libro della conoscenza dei processi meccanici) 1264 Â« Nel fondo di manoscritti arabi realizzati in Egitto, in Siria o in Mesopotamia per le loro rispettive biblioteche, fondo che un tempo doveva essere molto piÃ¹ vasto, si ha a poco a poco la sensazione che soltanto una manciata di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3617" title="kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-1" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-1-212x300.jpg" alt="kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-1" width="212" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Al-Jazari</strong><br />
<em> Kitab fi Ma &#8216;rifat al-Hiyal al-Handasiya</em> (<em>Libro della conoscenza dei processi meccanici</em>)<br />
1264</p>
<p>Â« Nel fondo di manoscritti arabi realizzati in Egitto, in Siria o in Mesopotamia per le loro rispettive biblioteche, fondo che un tempo doveva essere molto piÃ¹ vasto, si ha a poco a poco la sensazione che soltanto una manciata di manoscritti vennero illustrati, in questo caso soprattutto manoscritti di contenuto scientifico. In compenso, tali manoscritti furono instancabilmente copiati, ripubblicati e ampliati. Fra questi si trova l&#8217;opera dedicata in particolar modo agli apparecchi meccanici, frutto dell&#8217;ingegnositÃ  umana, oggi conservata presso la biblioteca del palazzo Topkapi di Istanbul.<br />
Un autore della tarda antichitÃ  come il matematico e meccanico <strong>Erone di Alessandria</strong>, che visse nel I secolo della nostra era, aveva scritto un&#8217;opera sullo stesso argomento. Tramite <strong>Filone di Bisanzio</strong> e <strong>Ctesibios </strong>(entrambi del III secolo a.C.), i suoi bozzetti risalivano in definitiva al greco <strong>Archimede</strong> (287-212 a.C.), vissuto in Sicilia. Questo tipo di conoscenze e di invenzioni antiche furono a quanto pare accessibili al pubblico islamico per la prima volta soltanto nel IX secolo, grazie ai tre fratelli <strong>Banu Musa</strong> a Baghdad. La maggior parte dei manoscritti arabi che trattano questo argomento non sembra aver visto la luce prima del 1200, e molto probabilmente <strong>Mossul</strong> Ã¨ stato il primo centro di produzione in questo campo. Quanto a Baghdad, secondo le fonti che ci sono pervenute, aveva cessato di svolgere un qualunque ruolo nell&#8217;edizione di questi manoscritti scientifici e tecnici. In compenso, i sovrani della Mesopotamia del nord, i <strong>Diyarbakir</strong>, sembrano essersi interessati all&#8217;argomento quanto i Mammalucchi d&#8217;Egitto.<br />
Un esemplare molto piÃ¹ tardo di tale opera di tecnologia fu pubblicato nel 1315 e si trova oggi al <em>Metropolitan Museum</em> di New York. Anch&#8217;esso Ã¨ illustrato in modo esemplare ed Ã¨ probabilmente originario della Siria. Le illustrazioni riprendono molto spesso fedelmente i motivi del manoscritto del 1264, modificandoli quando possono aggiungere una certa precisione tecnica.<br />
In modo del tutto affascinante, con una grande abilitÃ  nei valori decorativi e un piacere non celato nell&#8217;uso dei colori, il miniatore di questa edizione, che risale probabilmente al 1264 (o prima?) ha saputo padroneggiare il compito a lui affidato di presentare le diverse spiegazioni e dimostrazioni con un&#8217;oggettivitÃ  piena di amore, senza rinunciare tuttavia alle esigenze estetiche. Â»</p>
<p style="text-align: right;">(Norbert Wolf, <em>Capolavori della miniatura</em>. Ed. Taschen)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-2.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-3618 aligncenter" title="kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-2" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-2-150x150.jpg" alt="kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-2" width="150" height="150" /></a> <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-3.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3619" title="kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-3" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-3-150x150.jpg" alt="kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-3" width="150" height="150" /></a> <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-4.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3623" title="kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-4" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-4-150x150.jpg" alt="kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-4" width="150" height="150" /></a> <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-6.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3626" title="201IG0067b" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-6-150x150.jpg" alt="201IG0067b" width="150" height="150" /></a> <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-5.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3629" title="kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-5" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-5-150x150.jpg" alt="kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-5" width="150" height="150" /></a> <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-7.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3627" title="201IG0068b" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-7-150x150.jpg" alt="201IG0068b" width="150" height="150" /></a> <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-8.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3624" title="kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-8" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-8-150x150.jpg" alt="kitab-fi-ma-rifat-al-hiyal-al-handasiya-8" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>AbÅ« al-&#8217;Iz Ibn IsmÄ&#8217;Ä«l ibn al-RazÄz al-JazarÄ«</strong> (Ø£ÙŽØ¨ÙÙˆ Ø§ÙŽÙ„Ù’Ø¹ÙØ²Ù Ø¨Ù’Ù†Ù Ø¥Ø³Ù’Ù…Ø§Ø¹ÙÙŠÙ„Ù Ø¨Ù’Ù†Ù Ø§Ù„Ø±ÙÙ‘Ø²Ø§Ø² Ø§Ù„Ø¬Ø²Ø±ÙŠ) Ã¨ stato uno studioso, inventore, ingegnere meccanico, artigiano, artista, matematico e astronomo arabo vissuto tra il 1136 e il 1202, durante la cosiddetta etÃ  d&#8217;oro del medioevo arabo nella regione diÂ Al-Jazira (Ø§Ù„Ø¬Ø²ÙŠØ±Ø©) ovvero la mesopotamia settentrionale. IlÂ <em>KitÃ¡b fÃ­ ma&#8217;rifat al-hiyal al-handasiyya</em> Ã¨ la sua opera piÃ¹ nota. Tra i piÃ¹ celebri macchinari descritti, vari sistemi di pompe idrauliche, ancelle androidi utilizzabili per servire bevande, orologi di vario tipo tra cui quello a forma di elefante tutt&#8217;ora conservato a Dubai, una fontana del pavone per il lavaggio delle mani, un quartetto musicale composto da androidi ad acqua. Quest&#8217;ultimo era costituito da una nave galleggiante su un lago alle feste di corte: la batteria di camme era programmabile e, battendo su piccole leve, consentiva al suonatore di tamburi di eseguire differenti ritmi e differenti partiture. Alla selezione musicale corrispondevano espressioni facciali e movimenti del corpo che rendevano l&#8217;accompagnamento musicale un vero e proprio spettacolo, per chi fosse stato desideroso di guardare. Le sue invenzioni sono esposte nei musei della scienza e della tecnica di tutto il mondo eÂ Al-JazariÂ viene spesso definito il <em>Leonardo musulmano</em>, per la sua ecletticitÃ  e la sua padronanza di numerose scienze e arti: il museo della scienza di Londra gli ha dedicato una rassegna nel 2009 in collaborazione con il Klementinum di Praga, corredato da un cortometraggio dal titoloÂ <em>1001 Inventions and the Library of Secrets</em> in cui il ruolo dello scienziato arabo era interpretato da <strong>Ben Kingsley</strong>. L&#8217;esposizione comprendeva, tutte funzionanti, il celebre orologio elefante di Al-Jazari, una camera oscura, il planisfero diÂ <strong>Al-Idrisi</strong>, il marchingegno ingegnoso dei fratelli <strong>Banu Musa</strong>, gli strumenti chirurgici diÂ <strong>Al-Zahrawi</strong> e la macchina volante diÂ <strong>Ibn Firnas</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/al-jazari-ancella-meccanica-2.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-3633 aligncenter" title="al-jazari-ancella-meccanica-2" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/al-jazari-ancella-meccanica-2-150x150.jpg" alt="al-jazari-ancella-meccanica-2" width="150" height="150" /></a> <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/al-jazari-ancella-meccanica-3.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3631" title="al-jazari-ancella-meccanica-3" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/06/al-jazari-ancella-meccanica-3-150x150.jpg" alt="al-jazari-ancella-meccanica-3" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>klÃ­Äek 1479b</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 18:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Oggetti]]></category>
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		<category><![CDATA[matematica]]></category>
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		<description><![CDATA[KlÃ­Äek Ã¨ un termine ceco che significa semplicemente chiave.Â Nello specifico, la klÃ­ÄekÂ 1479 Ã¨ il prototipo di un dispositivo di proiezione olografica che dovrebbe reagire al calore corporeo per proiettare immagini nello spazio, sfruttando i corpuscoli normalmente presenti nell&#8217;aria, una forma geometrica di particolare complessitÃ . Il suo piÃ¹ grande difetto, che ancora ha impedito a questo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/04/klicek.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3266" title="klicek" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/04/klicek-150x150.jpg" alt="klicek" width="150" height="150" /></a></p>
<p><em>KlÃ­Äek</em> Ã¨ un termine ceco che significa semplicemente chiave.Â Nello specifico, la <em>klÃ­ÄekÂ 1479</em> Ã¨ il prototipo di un dispositivo di proiezione olografica che dovrebbe reagire al calore corporeo per proiettare immagini nello spazio, sfruttando i corpuscoli normalmente presenti nell&#8217;aria, una forma geometrica di particolare complessitÃ . Il suo piÃ¹ grande difetto, che ancora ha impedito a questo dispositivo di essere diffuso sul mercato, Ã¨ stato trasformato in un sistema di sicurezza: la chiave, per funzionare, deve venire a contatto con una fonte biologica di calore esattamente a una temperatura di 56Â°C raggiunta a seguito di un incremento che segue il triangolo di á¸ªayyÄm. Ogni tentativo di stimolare il dispositivo con una temperatura differente viene interpretato come una violazione, ed innesca nella chiave una reazione a catena che la distrugge.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/05/yanghui_triangle.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-3282" title="yanghui_triangle" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/05/yanghui_triangle-192x300.png" alt="yanghui_triangle" width="192" height="300" /></a></p>
<p>Il triangolo diÂ á¸ªayyÄm prende il suo nome daÂ Ê¿Omar á¸ªayyÄm (nato a NÄ«shÄpÅ«r il 31 maggio 1048 e ufficialmente morto nella stessa cittÃ  il 4 dicembre 1131), matematico, astronomo, poeta e filosofo persiano: si tratta di una disposizione geometrica di coefficienti binomiali nota anche al matematico cineseÂ Zhu Shijie, che la rielaborÃ² graficamente nel 1303 in una delle sue forme attualmente piÃ¹ celebri. Una raffigurazione geometrica dei primi numeri del triangolo Ã¨ cosÃ¬ sintetizzabile:</p>
<pre style="text-align: center;">1
1     1
1     2     1
1     3     3     1
1     4     6     4     1
1     5     10    10    5     1
1     6     15    20    15    6     1
1     7     21    35    35    21    7     1
1     8     28    56    70    56    28    8     1
1     9     36    84    126   126   84    36    9     1
1     10    45    120   210   252   210   120   45    10    1
1     11    55    165   330   462   462   330   165   55    11    1
1     12    66    220   495   792   924   792   495   220   66    12    1
1     13    78    286   715   1287  1716  1716  1287  715   286   78    13    1
1     14    91    364   1001  2002  3003  3432  3003  2002  1001  364   91    14    1</pre>
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			<media:title type="html">klicek</media:title>
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			<media:title type="html">yanghui_triangle</media:title>
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		<title>Valiant Vervet</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 14:39:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[V]]></category>
		<category><![CDATA[Balthazar]]></category>
		<category><![CDATA[virtuale]]></category>

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		<description><![CDATA[Valiant Vervet (il cercopiteco valoroso) Ã¨ la versione 106.6 del sistema operativo Ubuntu, il cui rilascio Ã¨ previsto per la mezzanotte tra l&#8217;8 e il 9 aprile 2106. Si tratta di una long term support, che dovrebbe andare a sostituire la Rockety Rackoon del 2104. Ubuntu (/ÊŠËˆbÊŠntuË/) Ã¨ uno dei piÃ¹ longevi sistemi operativi per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/04/ubuntu.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3268" title="ubuntu" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/04/ubuntu-150x150.jpg" alt="ubuntu" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>Valiant Vervet</strong> (il <em>cercopiteco valoroso</em>) Ã¨ la versione 106.6 del sistema operativo Ubuntu, il cui rilascio Ã¨ previsto per la mezzanotte tra l&#8217;8 e il 9 aprile 2106. Si tratta di una <em>long term support</em>, che dovrebbe andare a sostituire la <strong>Rockety Rackoon</strong> del 2104.<br />
Ubuntu (/ÊŠËˆbÊŠntuË/) Ã¨ uno dei piÃ¹ longevi sistemi operativi per computer, e il piÃ¹ longevo tra i sistemi operativi open source. I nomin delle sue versioni sono tradizionalmente costituiti da un aggettivo e da un animale con la stessa lettera iniziale, in ordine alfabetico. Tra le precedenti versioni si ricordano:<br />
- la 4.10, <em>WartyÂ Warthog</em> (FacoceroÂ Verrucoso), rilasciata la prima volta il 20 ottobre 2004;<br />
- laÂ 6.06, <em>DapperÂ Drake</em> (PaperoÂ Signorile), prima LTS e prima della serie alfabetica, rilasciata nel giugno 2006;<br />
- la 9.10, <em>KarmicÂ Koala</em> (KoalaÂ Karmico), rilasciata il 29 ottobre 2009.</p>
<p>Le precedenti versioni con le stesse iniziali comprendono la <em>Vigorouse Vole</em> (arvicola vigorosa), la <em>Vivacious Vulture</em> (avvoltoio vivace), la <em>Virtuus Vicuna</em> (vigogna virtuosa), la <em>Versatile Vixen</em> (volpetta versatile) e la <em>Velvety Velociraptor</em> (velociraptor vellutato).</p>
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		<title>Vereenigde Oost-Indische Compagnie</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 18:17:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fondata nel 1602, la Compagnia olandese delle Indie Orientali (Vereenigde Oost-Indische Compagnie spesso abbreviato VOC) fu la prima compagnia privata al mondo ad avere il monopolio nazionale dei mari e il diritto quasi governativo di dichiarare guerre, imprigionare, portare a termine esecuzioni e fondare colonie. Viene per questo spesso definita la prima multinazionale della storia. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/01/voc.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3071" title="voc" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2011/01/voc.png" alt="voc" width="125" height="174" /></a></p>
<p>Fondata nel 1602, la <strong>Compagnia olandese delle Indie Orientali</strong> (<em>Vereenigde Oost-Indische Compagnie</em> spesso abbreviato <em>VOC</em>) fu la prima compagnia privata al mondo ad avere il monopolio nazionale dei mari e il diritto quasi governativo di dichiarare guerre, imprigionare, portare a termine esecuzioni e fondare colonie. Viene per questo spesso definita la prima multinazionale della storia. Venne costituita il 20 marzo 1602 con un capitale sociale di <em>6.459.840 fiorini</em>, sottoscritto dalle sei Camere olandesi di Amsterdam, Middelburg, Enkhuizen, Delft, Hoorn e Rotterdam, dopo la ribellione delle Province Unite contro la Spagna (1572) e il passaggio del Portogallo sotto la dominazione spagnola (1580) che avevano chiuso alle navi olandesi i porti di Cadice e Lisbona. Tra il 1602 e il 1796 la VOC mosse per mare 4.785 navi, muovendo quasi un milione di europei e piÃ¹ di 2.5 tonnellate di merci provenienti dall&#8217;Asia: distacca cosÃ¬ la piÃ¹ celebre <em>Compagnia delle Indie</em> britannica, al secondo posto con un totale di 2.690 navi e un quinto quanto a tonnellaggio di merci movimentate. Dopo un secolo di corruzione e declino, la bancarotta fraudolenta venne ufficialmente dichiarata nel 1800, e i suoi debiti ripagati dalla neonata Repubblica Batava.</p>
<p>La Compagnia nasce nel <strong>XVI secolo</strong> a seguito di un&#8217;operazione di spionaggio: per tutto il secolo fino al 1591, il <strong>Portogallo</strong> aveva avuto il monopolio quasi assoluto del commercio delle spezie, ma l&#8217;annessione alla corona spagnola e l&#8217;incapacitÃ  di soddisfare una domanda sempre crescente aveva iniziato a minare questa supremazia. Due mercanti olandesi, Jan Huyghen van Linschoten e Cornelis de Houtman, riuscirono quindi ad ottenere informazioni di prima mano sulle rotte segrete portoghesi e partirono con una prima spedizione di quattro navi verso Bantam, principale nodo di commercio del pepe sulla costa occidentale di Giava. Nonostante gli scontri sia con i portoghesi che con la popolazione locale e la perdita di piÃ¹ della metÃ  dell&#8217;equipaggio, economicamente la spedizione fu un successo e mise le basi per successive operazioni.</p>
<p>Nella prima metÃ  del <strong>XVII secolo</strong> la Compagnia prese Amboina (1605) e Banda (1609), sottomettendo i principati di Ternate, Tidore e Batjam nell&#8217;arcipelago delle Molucche. Dopo aver definitivamente tagliato fuori le compagnie francesi e inglesi dal mar di Giava, la VOC occupÃ² ufficialmente Bantam e fondÃ² la colonia di Batavia (1619). Case di commercio vennero impiantate a Johore e Malacca (l&#8217;antica Singapore, presa nel 1641) e sulla costa indiana del Malabar (1661), mentre nuove missioni furono lanciate verso il Borneo settentrionale (1665) e Formosa. L&#8217;impero coloniale olandese d&#8217;oriente venne sancito nel 1667 con il <em>trattato di Breda</em>, che si estendeva dal capo di Buona Speranza (preso nel 1652) a Timor, passando per la Persia: la compagnia godeva di assoluto monopolio su una serie di prodotti, e il dividendo degli azionisti toccÃ² punte del 132,5% (1610) e del 37,5% (1619). Nel 1641, la base sull&#8217;isola artificiale di Dejima, nella baia di Nagasaki, venne strappata ai portoghesi e gli olandesi divennero gli unici occidentali a poter avere contatti commerciali con il Giappone: nel ruolo di sovrintendente della base si succedettero numerose personalitÃ  tra cui <strong>Maximiliaen Le Maire</strong> (primo sovrintendente, in carica dal 14 febbraio 1641 al 30 ottobre dello stesso anno e successivamente governatore di Formosa dal &#8217;43 al &#8217;44, e figlio di uno dei fondatori della compagnia oltre che imparentato con il navigatore olandese Jacob), <strong>Pieter Anthonijszoon Overtwater</strong> (in carica dal 29 ottobre 1642 al 1 agosto 1643, e nuovamente dal 24 novembre 1644 al 30 novembre 1645, successivamente governatore sia di Formosa, di Ceylon e di CittÃ  del Capo, sempre con gli stessi disastrosi risultati), <strong>Reinier van Tzum</strong> (in carica dal 30 novembre 1645 al 27 ottobre 1646, protagonista di una non graditissima visita allo shogun il 7 febbraio &#8217;46, durante la quale vennero offerti in dono strumenti ottici di vario tipo), <strong>Willem Verstegen</strong> (in carica dal 28 ottobre 1646 al 10 ottobre 1647 e autore di dettagliatissimi diari di viaggio durante una seconda piÃ¹ fruttuosa visita allo shogun, durante la quale vennero offerti in dono alcuni animali esotici), <strong>Frederick Coijet</strong> (di origine svedese, in carica dal 3 novembre 1647 al 9 dicembre 1648), <strong>Zacharias Wagenaer</strong> (in carica la prima volta dal 1 novembre 1656 al 27 ottobre 1657 e la seconda volta dal 22 ottobre 1658 al 4 novembre 1659, studioso e grande uomo di cultura, appassionato naturalista, illustratore, filantropo, talentuoso diplomatico e viaggiatore, Ã¨ autore di alcune tra le piÃ¹ belle illustrazioni sulla fauna giapponese oltre ad aver prodotto numerose scene di vita e a carattere storico: i suoi diari sono stati tradotti in inglese e pubblicati tra il 1704 e il 1732, mentre numerose sue lettere e illustrazioni originali sono consultabili alla biblioteca del <em>Klementinum</em>, a Praga), <strong>Constantin Ranst de Jonge</strong> (baleniere, in carica dal 6 novembre 1667 al 25 ottobre 1668, dal 8 novembre 1683 al 28 ottobre 1684 e infine dal 5 novembre 1686 al 25 ottobre 1687, cognato dell&#8217;ambasciatore olandese a Venezia e collezionista di numerose opere d&#8217;arte olandesi tra cui l&#8217;<em>Adorazione dei magi</em> di Rembrandt), <strong>Johannes Camphuys</strong> (ricordato per gli sforzi diplomatici durante le crisi con il Giappone e in carica tre volte: dal 22 ottobre 1671 al 12 novembre 1672, dal 29 ottobre 1673 al 19 ottobre 1674 e dal 7 novembre 1675 al 27 ottobre 1676), <strong>Andreas Cleyer</strong> (di formazione medica ma appassionato di botanica e filologia, in carica dal 20 ottobre 1682 al 8 novembre 1683 e poi dal 17 ottobre 1685 al 5 novembre 1686, le sue lettere sono anch&#8217;esse consultabili al <em>Klementinum </em>di Praga insieme a quelle di Zacharias Wagner e di altri governatori).</p>
<p>Il declino dell&#8217;organizzazione iniziÃ² verso la fine del secolo, a causa della concorrenza francese e inglese, della cattiva amministrazione, delle ingenti spese militari. La prima guerra anglo-olandese (1708-1784) costÃ² numerosi porti, ed i rimanenti vennero ceduti agli alleati britannici dopo l&#8217;invasione francese dell&#8217;Olanda nel 1794. In questo periodo si succedettero come governatori, tra gli altriÂ ,Â <strong>Ferdinand de Groot</strong> (in carica dal 9 novembre 1702 al 30 ottobre 1703),Â <strong>Gideon Tant</strong> (in carica dal 30 ottobre 1703 al 18 novembre 1704),Â <strong>Roeloff Diodati</strong> (che tra il 21 ottobre 1720 e il 9 novembre 1721, forte della propria formazione cattolica, tentÃ² di estromettere un nutrito numero di immortali europei dai traffici con la stazione commerciale),Â <strong>Hendrik Godfried Duurkoop</strong> (salito in carica il 23 novembre 1776 e assassinato l&#8217;11 novembre 1777 tramite inoculazione della malaria),Â <strong>Isaac Titsingh</strong> (tra i sovrintendenti piÃ¹ illuminati e acculturati, salito in carica per la prima volta il 29 novembre 1779, era medico chirurgo e studioso e intrattenne intense relazioni diplomatiche sia con lo shogun in Giappone che con l&#8217;imperatore in Cina, redasse numerosi scritti a carattere scientifico e dopo il 5 novembre 1780 fu sovrintendente altre due volte: Â dalÂ 24 novembre 1781 al 26 ottobre 1783 e dall&#8217;agostoÂ 1784 al 30 novembre dello stesso anno; viaggiÃ² anche in India e, ritornato in Europa, si trasferÃ¬ a Parigi dove si spense nel 1812 lasciando la propria biblioteca privata e la collezione dei propri scritti al Klementinum di Praga),Â <strong>Leopold Willem Ras</strong> (in carica dall&#8217;8 luglio 1798 e assassinato il 17 luglio 1800 durante il ritorno da una fallimentare missione diplomatica con lo shogun);Â <strong>Hendrik Doeff</strong> (in carica tra il 14 novembre 1803 e il 6 dicembre 1817, autore di un dizionario giapponese-olandese),Â <strong>Jan Cock Blomhoff</strong> (in carica tra il 6 dicembre 1817 e il 20 novembre 1823, piÃ¹ noto per sua moglie che per altro),Â <strong>Janus Henricus Donker Curtius</strong> (ultimo sovrintendente, in carica dal 2 novembre 1852 al 28 febbraio 1860 e responsabile di aver consegnato al giappone la prima nave da guerra a vapore).</p>
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		<title>vlasenka 1479b</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 16:36:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vlasenka Ã¨ un termine ceco che significa semplicemente fermaglio, o forcina. Nello specifico, la vlasenka 1479 Ã¨ un dispositivo di monitoraggio e registrazione delle onde cerebrali con particolare attenzione alle onde gamma, ovvero quelle dai 30 ai 65 hertz che caratterizzano gli stati di particolare tensione. La vlasenka 1479b Ã¨ un&#8217;ulteriore variante che raggiunge i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2829" href="https://astarte-2106.org/scraps2/2011/vlasenka1479b/_-tracking-vlasenka/"><img class="size-full wp-image-2829 alignnone" title="_-tracking-vlasenka" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2010/12/_-tracking-vlasenka.jpg" alt="_-tracking-vlasenka" width="210" height="210" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2829" href="https://astarte-2106.org/scraps2/2011/vlasenka1479b/_-tracking-vlasenka/"></a><em>Vlasenka</em> Ã¨ un termine ceco che significa semplicemente fermaglio, o forcina. Nello specifico, la <em>vlasenka 1479</em> Ã¨ un dispositivo di monitoraggio e registrazione delle onde cerebrali con particolare attenzione alle onde gamma, ovvero quelle dai 30 ai 65 hertz che caratterizzano gli stati di particolare tensione. La <em>vlasenka 1479b</em> Ã¨ un&#8217;ulteriore variante che raggiunge i 120 hertz ed elimina ogni trasmissione con l&#8217;esterno, registrando i dati solo in locale. Il sistema &#8220;isolato&#8221; rende virtualmente impossibile ogni furto di informazioni sensibili: i dati possono poi essere scaricati solo su uno specificol datapad e previa una sequenza precisa di comandi.</p>
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		<title>Chang&#8217;Ã¨</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 15:50:45 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="../wp-content/uploads/2010/03/acceleratore-di-particelle-01.jpg"><img class="size-full wp-image-1222 aligncenter" title="acceleratore di particelle" src="../wp-content/uploads/2010/03/acceleratore-di-particelle-01.jpg" alt="acceleratore di particelle" width="428" height="250" /></a></p>
<p>Fondata in corrispondenza del primo punto di atterraggio sul secondo satellite, Chang&#8217;Ã¨ Ã¨ la base cinese su Lilith e costituisce l&#8217;unico insediamento umano permanente al di fuori del globo terrestre insieme alla base scientifica indiana sulla prima luna. Tra il 2047 e il 2060, la base Ã¨ costituita semplicemente da un piccolo punto di rifornimento e riparazione delle sonde: la prima squadra di personale &#8211; principalmente ingegneri aerospaziali &#8211; viene trasferita sul satellite nel 2053 e viene raggiunta dalle famiglie per il capodanno cinese del 2055. Il governo cinese ha allora l&#8217;idea di utilizzare l&#8217;inconsapevole gruppo per effettuare alcune osservazioni sociologiche sulla vita a gravitÃ  zero e sulle dinamiche che vengono a crearsi tra infetti e non infetti costretti a vivere, in perenne assenza di luce, a stretto contatto gli uni con gli altri. Il progetto cresce e, nel 2080, diventa qualcosa di piÃ¹ con il trasferimento della dottoressa Josephine Trelawney sotto il falso nome di Talia Wagner. La base si divide quindi in varie parti e diventa una vera e propria colonia: in superficie si trovano i laboratori scientifici, l&#8217;osservatorio astronomico e le officine di riparazione e sviluppo aerospaziale, oltre agli hangar per l&#8217;atterraggio e il decollo dei vimana. Nel primo livello sotterraneo, un piccolo gruppo di cavie consapevoli affetta da vari ceppi del virus viene utilizzato per progredire con gli studi su vampirismo e licantropia. Nel 2105, un ulteriore livello sotterraneoviene predisposto per la costruzione del primo collisore di adroni al di fuori della gravitÃ  terrestre, previsto per il 2112. Per quella data, il direttore del programma spaziale Sun Subao ha annunciato l&#8217;intenzione di attrezzare la colonia lunare per visite guidate e soggiorni di personale civile.<br />
<strong>1. Gli hangar e lo spazioporto</strong>. I vimana da Shanghai e da Parigi atterrano e ripartono da una pista che termina nelle bolle dei dieci hangar sperimentali, in cui gravitÃ  e atmosfera vengono ristabilizzate: in attesa dell&#8217;apertura di un terzo spazioporto, la cui ubicazione Ã¨ ancora in fase di definizione, sono stati avviati i lavori per la costruzione di altri cinque hangar secondari. L&#8217;atterraggio avviene &#8220;a secco&#8221;, al contrario di quanto avviene sulla terra: la minore difficoltÃ  di decollo dall&#8217;atmosfera del secondo satellite, consente di effettuare un rifornimento solo parziale attraverso le cisterne sopra gli hangar, e gli shuttle in fase di rientro hanno un&#8217;autonomia estremamente limitata. Dato il carattere dell&#8217;insediamento, lo spazioporto Ã¨ classificato internazionalmente come una struttura di tipo militare e anche quello sulla Senna viene considerato territorio cinese nÃ© piÃ¹ nÃ© meno di un&#8217;ambasciata: questo ha dato adito ad alcune voci sull&#8217;utilizzo degli shuttle come trasporto per merce poco pulita, specie da parte di alcune personalitÃ  di Shanghai. Le voci sono state ufficialmente smentite da un&#8217;indagine dell&#8217;Interpol nel 2104, ma non hanno cessato di circolare.<br />
<strong>2. L&#8217;osservatorio astronomico.</strong> Istituito nel 2070 principalmente per studiare i cosiddetti <em>pilastri della creazione</em> nella <em>nebulosa Aquila</em>, nei suoi trent&#8217;anni di attivitÃ  si Ã¨ distinto per le fotografie scattate alla nebulosa durante la grande tempesta del 2079 e per i suoi studi sui pianeti ad alta concentrazione d&#8217;acqua nei sistemi stellari simili a quello solare.<br />
<strong>3. Il centro di sviluppo aerospaziale.</strong> Il laboratorio principale del programma spaziale cinese, in cui vengono implementate le modifiche sulla piccola flotta di shuttle e vengono sperimentate le nuove navicelle.<br />
<strong>4. L&#8217;osservatorio medico.</strong> Inizialmente una semplice infermieria e poi un punto di osservazione per monitorare le reazioni e il comportamento della squadra tecnica distaccata sul satellite, questa porzione della base si Ã¨ progressivamente andata espandendo, soprattutto sotto la supervisione della nuova direttrice Talia Wagner. Il laboratorio Ã¨ stato teatro di colture virali in vitro, infezioni controllate, totali e parziali, e relativi monitoraggi, oltre che di sperimentazioni sui ceppi piÃ¹ instabili del virus di Trelawney. Cavie delle osservazioni e delle sperimentazioni non sono solo un gruppo di &#8220;ospiti&#8221; appositamente trasferiti dal pianeta, ma anche lo stesso personale della base.<br />
<strong>5. Gli alloggi.</strong> Molto simili alle cabine di un&#8217;astronave secondo i piÃ¹ generosi e a futuristiche celle di detenzione secondo i piÃ¹ pessimisti, gli alloggi sono di varie misure a seconda della posizione nell&#8217;organizzazione e sono di progettazione evidentemente militare, anche nessuna regola vieta una certa personalizzazione. Il soffitto e in molti casi una parete Ã¨ generalmente trasparente e non oscurabile, con costante prospettiva sul celo stellato. Le comunicazioni con la terra passano attraverso una torre di controllo e, da qui, alla torre di controllo dello spazioporto di Shanghai: la durata totale del delay tra Lilith e la terra Ã¨ 1.28 secondi.<br />
<strong>6. Il collisore di adroni.</strong> Nipote dell&#8217;acceleratore di particelle aperto nel 2008 a Givenvra e gemello di quello realizzato nel 2080 sotto Praga, Ã¨ una collaborazione di diverse istituzioni e la sua inaugurazione Ã¨ prevista per il 2112.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2011/lee-ja-yeon/"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2833" title="lee006" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2010/12/lee006-150x150.png" alt="lee006" width="150" height="150" /></a> <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/talia/"><img class="alignnone size-full wp-image-400" title="tj002" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/02/tj002.png" alt="tj002" width="150" height="150" /></a> <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2010/hope"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1077" title="hope004" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2010/01/hope004-150x150.png" alt="hope004" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Epitomes iatrikes biblio hepta &#8211; prima edizione veneziana</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 15:28:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Epitomes iatrikes biblio hepta &#8211; prima edizione veneziana (1528) Il compendio medico in sette volumi, o Epitomes iatrikes biblio hepta, Ã¨ un trattato medico compilato dal medico bizantino Paolo di Aegina nel VII sec d.C. L&#8217;opera Ã¨ principalmente una raccolta di studi precedenti e comprende: volume 1 &#8211; indicazioni sull&#8217;igiene e sui metodi migliori per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2010/12/4-epitomes-iatrikes-biblio-hepta.png"><img class="alignnone size-full wp-image-2824" title="4-epitomes-iatrikes-biblio-hepta" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2010/12/4-epitomes-iatrikes-biblio-hepta.png" alt="4-epitomes-iatrikes-biblio-hepta" width="238" height="318" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Epitomes iatrikes biblio hepta &#8211; prima edizione veneziana (1528)</strong></p>
<p>Il <em>compendio medico in sette volumi</em>, o <em>Epitomes iatrikes biblio hepta</em>, Ã¨ un trattato medico compilato dal medico bizantino Paolo di Aegina nel VII sec d.C.<br />
L&#8217;opera Ã¨ principalmente una raccolta di studi precedenti e comprende:<br />
<strong>volume 1</strong> &#8211; indicazioni sull&#8217;igiene e sui metodi migliori per prevenire i malesseri tipici delle varie etÃ , stagioni e inclinazioni, tra cui un dettagliato elenco di cibi con relative proprietÃ ;<br />
<strong>volume 2</strong> &#8211; teorie riguardo all&#8217;origine delle febbri e al modo di curarle;<br />
<strong>volume 3</strong> &#8211; un&#8217;analisi dei principali malesseri locali, dal mal di testa ai vari dolori che possono affliggere il piede;<br />
<strong>volume 4</strong> &#8211; speculazioni sull&#8217;origine di malattie i cui effetti visibili non sono locali ma diffusi in tutto l&#8217;organismo, quali malattie infettive o disturbi gastroenterici;<br />
<strong>volume 5</strong> &#8211; celeberrimo trattato sulle ferite e sui morsi di animali velenosi, incluse alcune speculazioni sulla diffusione della rabbia, del ceppo mediorientale e del ceppo sassone, accenni al ceppo africano e indicazioni su come agire sui vari tipi di ferite.<br />
<strong>volume 6</strong> &#8211; la summa piÃ¹ completa dell&#8217;epoca in fatto di chirurgia, sia per quanto riguarda la sutura sia per quanto riguarda fratture e altri danni piÃ¹ profondi.<br />
<strong>volume 7</strong> &#8211; un catalogo delle sostanze medicinali allora conosciute e dei relativi composti.</p>
<p>La prima edizione stampata a caratteri mobili Ã¨ costituita da sette volumi stampati a Venezia nelÂ 1528 e ne sopravvivono tre esemplari. Il piÃ¹ completo e meglio conservato Ã¨ stato acquisito dal Klementinum di Praga a Shanghai nel 2106, ad un prezzo di 400.000Â§.</p>
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		<title>timeline II millennio d.C.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 19:48:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[agosto 2002 (Praga, Repubblica Ceca) &#8211; dopo nove anni di ricerche, vengono raccolte le prime prove tangibili sull&#8217;esistenza di un marcatore simile sia nel sangue degli affetti dal cosiddetto vampirismo sia in quello dei cosiddetti licantropi: viene dimostrato empiricamente che la trasfigurazione del licantropo durante la luna piena Ã¨ il frutto di un condizionamento psicologico [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://fav.me/d2o7f7g"><img class="size-medium wp-image-1759 aligncenter" title="space_landscape_by_undeadsmartiespng" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2010/06/space_landscape_by_undeadsmartiespng-300x300.jpg" alt="space_landscape_by_undeadsmartiespng" width="240" height="240" /></a></p>
<p><strong>agosto 2002 (Praga, Repubblica Ceca)</strong> &#8211; dopo nove anni di ricerche, vengono raccolte le prime prove tangibili sull&#8217;esistenza di un marcatore simile sia nel sangue degli affetti dal cosiddetto <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/tag/vampiri/">vampirismo</a> sia in quello dei cosiddetti <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/tag/licantropi/">licantropi</a>: viene dimostrato empiricamente che la trasfigurazione del licantropo durante la <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/tag/luna/">luna</a> piena Ã¨ il frutto di un condizionamento psicologico innescato da una disfunzione alimentare, e che esiste un <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/virus/">virus</a> unico all&#8217;origine sia di questo che di fenomeni come il vampirismo. La teoria impiegherÃ  altri dieci anni e numerose ricerche incrociate nel campo della medicina e dell&#8217;archeologia, prima di raggiungere una forma compiuta.</p>
<p><strong>febbraio 2012 (New York, Stati Uniti)</strong> &#8211; sulla rivista <em>Scientific American</em> viene pubblicata una dissertazione di dodici pagine a firma della virologa <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/talia/">Josephine Trelawney</a> su un particolare virus le cui tracce sarebbero state rinvenute in numerose mummie dell&#8217;area mediorientale: a margine, viene implicata la sopravvivenza dello stesso virus anche in tempi odierni, con sintomi straordinariamente simili a quelli che la cultura popolare considera indizi del vampirismo.<strong><br />
marzo 2012 (Chicago, Stati Uniti)</strong> &#8211; la rivista <em>Popular Science</em> risponde a <em>SciAm</em> con un aspro dileggio: la teoria di Trelawney, che altrimenti sarebbe probabilmente rimasta poco divulgata, si trova al centro di un acceso dibattito scientifico che abbandona le riviste specializzate in favore di una piÃ¹ larga divulgazione. I complottisti hanno successivamente teorizzato che Karin Roxbourgh, misconosciuta autrice dell&#8217;articolo di denuncia su PS, fosse parte del gruppo di ricerca della dottoressa Trelawney e che la pubblicazione sarebbe stata parte di una ben studiata manovra per la divulgazione della teoria.<br />
<strong>maggio 2012 (Pechino, Cina)</strong> &#8211; viene lanciata la sonda CZ-5/E che, atterrando sulla luna, rispedisce alla base di Wenchang dati precisi sull&#8217;esistenza della seconda luna in orbita attorno al nostro pianeta: i dati sulla luna nera verranno tenuti segreti fino al 2047.</p>
<p><strong>giugno 2014 (New York, Stati Uniti)</strong> &#8211; il reporter statunitense <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/hery/">Henry Kinsley</a> pubblica <em>How the fourth horseman died</em>, risultato di un&#8217;indagine sociologica durata vent&#8217;anni nell&#8217;ambiente degli infetti. Nonostante i nomi sostituiti da pseudonimi e le date omesse, il libro riceve quindici querele per diffamazione e costringe il suo autore ad abbandonare gli Stati Uniti per la Gran Bretagna, dove nello stesso anno riceve il <em>pultzer price for investigative report</em> e la cattedra di antropologia sociale alla <em>New London University</em>. L&#8217;esistenza degli infetti Ã¨ ormai di dominio pubblico, anche se la teoria del virus rimane aspramente discussa.<strong><br />
febbraio 2016 (Edimburgo, Gran Bretagna)</strong> &#8211; dopo quattro anni di feroce dibattito sull&#8217;argomento, la rivista <em>Wired</em> propone l&#8217;organizzazione di un convegno virtuale sul controverso argomento: il <em>Centre for Infectious Diseases</em> di Edimburgo raccoglie l&#8217;invito e rilancia, organizzando una <em>convention</em> di virologia sull&#8217;argomento presso il suo dipartimento di virologia. Il convegno, svoltosi dal 20 al 25 giugno 2016, vede la partecipazione di alcuni tra i maggiori virologi statunitensi ed europei, ma vanta anche illustri assenti: durante i cinque giorni di lavori emergono alcuni tra i punti piÃ¹ controversi della teoria, e il <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/balthazar/">direttore del <em>Centre for Electromagnetic Research</em> di Praga</a> dichiara di essere affetto da virus di Trelawney nel suo ceppo mediorientale, dando prova di fotofobia e rigenerazione cellulare durante il <em>question time</em> del suo intervento.<br />
<strong>marzo 2017 (Maryland, Stati Uniti)</strong> &#8211; l&#8217;arcidiocesi di Baltimora propone la marchiatura degli affetti da virus di Trelawney con una &#8220;V&#8221; che sia costantemente in vista, per proteggere potenziali vittime di quelli che la chiesa cattolica ha cominciato a chiamare &#8220;figli di Caino&#8221;. La teoria secondo la quale il vampirismo e la licantropia sarebbero punizioni divine prende piede non solo negli Stati Uniti ma anche in molte regioni latine della vecchia Europa.</p>
<p><strong>febbraio 2047 (Pechino, Cina)</strong> &#8211; in una conferenza stampa, il direttore del programma spaziale cinese presenta materiale sulle recenti missioni lunari offrendo numerose allusioni ad un secondo satellite perennemente in ombra: durante il <em>question time</em>, dichiarazioni piuttosto esplicite vengono fatte riguardo alla non fondatezza dei filmati rimandati dallo statunitense Apollo 11 nel 1963: il 2047 viene comunemente considerato l&#8217;anno dell&#8217;inasprimento di una guerra fredda tra Cina e Stati Uniti iniziata nel XXI secolo e rimasta a lungo sopita.</p>
<p><strong>dicembre 2080 (New York, Stati Uniti)</strong> &#8211; durante una conferenza al centro di virologia del <em>Rockfeller Centre</em>, la dottoressa Josephine Trelawney rimane vittima di un attacco terroristico successivamente rivendicato da cinque congregazioni di San Giorgio, dall&#8217;ETA e dal gruppo eversivo per l&#8217;indipendenza del Canton Ticino. Dopo il rifiuto da parte degli Stati Uniti, i funerali di stato vengono offerti dal governo cinese nella &#8220;cittÃ  proibita&#8221; di Bejing. Tuttavia incomincia a prendere corpo la leggenda metropolitana che la dottoressa sia in realtÃ  sfuggita all&#8217;attentato e abbia colto l&#8217;occasione per abbandonare gli Stati Uniti. Il sito internet <em>whereisthedoctor.com</em> si vanta di pubblicare le ipotesi plausibili sugli spostamenti di Josephine Trelawney, indicando la Cina tra i luoghi piÃ¹ probabili: secondo quest&#8217;ipotesi, il governo cinese avrebbe favorito la montatura, rendendosene complice per proteggere la virologa da futuri attacchi e assicurarsene la collaborazione esclusiva.<br />
<strong>febbraio 2085 (luna nera)</strong> &#8211; la Cina pone su Lilith la prima base scientifica, presto evolutasi in una colonia completamente autosufficiente: scopo ufficiale dell&#8217;insediamento, chiamato <em>Chang&#8217;e</em> come la dea cinese della luna, Ã¨ studiare le condizioni di vita su un satellite perennemente al buio, oltre che rimandare alla base rilevazioni sull&#8217;assetto idrogeologico del satellite.</p>
<p><strong>2 febbraio 2106 (Shanghai, Cina)</strong> &#8211; Viene ufficialmente inaugurato lo <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2010/lo-spazioporto/">spazioporto</a> sullo Huangpu, una pista di atterraggio e decollo per le comunicazioni tra la colonia lunare <em>Chang&#8217;e</em> e il pianeta madre.<br />
<strong>31 marzo 2106 (Washington, Stati Uniti) </strong> &#8211; Con la collaborazione della <em>National Security Agency</em> e della <em>DARPA</em> (letteralmente <em>agenzia per i progetti di ricerca avanzata per la difesa americana</em>), il governo degli Stati Uniti vara un aggiornamento dell&#8217;<em>Electronic Surveillance Program</em>: il provvedimento regolamenta l&#8217;accesso a numerosi siti internet contenenti materiale informativo sul virus di Trelawney, nel tentativo &#8211; per citare il sottosegretario Dawson &#8211; Â«di arginare la crescente popolaritÃ  del virus presso i giovani americani, in attesa di piÃ¹ radicali provvedimenti nelle scuole del nostro PaeseÂ». Tra le risposte immediate, quella di <em>Amnesty International</em> che annuncia Â«resistenza di fronte ad un provvedimento incostituzionaleÂ» e quella del <em>Rockfeller Centre</em>, la cui home page risulta tra i siti nella <em>blacklist</em> governativa. Il direttore del centro di ricerca di Praga presenta un esposto immediato alla Corte Internazionale di Giustizia di Hague, citando in giudizio il sottosegretario statunitense per violazione agli articoli 18, 19, 20, 26 e 27 della <em>dichiarazione universale dei diritti dell&#8217;uomo e del cittadino</em>.<br />
<strong>30 marzo 2106 (Copenhagen, Danimarca)</strong> &#8211; La dottoressa Trelawney, dichiarata morta piÃ¹ di vent&#8217;anni prima, Ã¨ nominata al nobel per la medicina: il fatto che non si sia mai verificato il caso di una premiazione postuma fa riaprire le discussioni sulla presunta morte della virologa, dando nuovo vigore alle teorie complottistiche sulla sua scomparsa. Sia il governo cinese che la commissione danese si rifiutano di rilasciare dichiarazioni in merito.</p>
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		<title>Virus</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 19:43:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Â«Difficile intervenire dopo la dissertazione dell&#8217;illustre collega. Sfortunatamente siamo tutti di razza umana, anche se magari a vedere alcuni di noi non si direbbe. CiÃ² che rende diversi i cosiddetti vampiri e licantropi sono i diversi tipi di infezione, per cui piuttosto che di razze sarebbe opportuno parlare di patologie. Su questo tuttavia non tutti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2502" href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/virus/virus001-2/"><img class="alignnone size-full wp-image-2502" title="virus001" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/12/virus001.png" alt="virus001" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Â«Difficile intervenire dopo la dissertazione dell&#8217;illustre collega. Sfortunatamente siamo tutti di razza umana, anche se magari a vedere alcuni di noi non si direbbe.<br />
CiÃ² che rende diversi i cosiddetti vampiri e licantropi sono i diversi tipi di infezione, per cui piuttosto che di <em>razze</em> sarebbe opportuno parlare di <em>patologie</em>. Su questo tuttavia non tutti sarebbero d&#8217;accordo con me: c&#8217;Ã¨ chi ancora si ostina a parlare di <em>maledizioni</em>, si sente male appena qualcuno incrocia di fronte al suo naso due bacchette da sushi, aspetta di essere invitato prima di entrare. Queste forme di isteria collettiva, che tanto affliggono la nostra Europa, meritano di rimanere rinchiuse nell&#8217;ambito dell&#8217;autosuggestione, e come tali non dedicherÃ² loro ulteriore tempo in questa dissertazione. Maggiore attenzione dedicherÃ² invece a ciÃ² che realmente ci differenzia dai soggetti non infetti e, ancora piÃ¹ importante, alla natura delle differenze tra infetto e infetto. Per amore di chiarezza, utilizzerÃ² espressioni poco scientifiche ma di pubblico dominio. Del resto, dopo la dissertazione del collega, penso che la cosa mi possa essere perdonata.</p>
<p><strong>Infetti notturni</strong><br />
Il contagio avviene, come ben sappiamo, quando un liquido corporeo infetto viene a contatto delle mucose o di lesioni cutanee o penetra nell&#8217;organismo: Ã¨ stato dimostrato tuttavia come il virus del ceppo notturno sia lento ad attecchire, e possa impiegare anche svariati decenni a prendere il controllo dell&#8217;organismo una volta entrato in circolo. Per questo, il metodo piÃ¹ rapido per indurre l&#8217;infezione Ã¨ sempre stato tradizionalmente identificato con lo &#8220;svuotamento&#8221; dell&#8217;ospite e l&#8217;inserimento di nuovo sangue completamente infetto. Il virus nella sua forma piÃ¹ comune si presenta con i tipici sintomi di quello che il folklore definisce <em>vampirismo</em>: spiccata fotofobia, emofilia, rapida rigenerazione cellulare. Queste caratteristiche hanno al contempo effetti positivi e negativi sull&#8217;organismo, e come tale devono essere trattate. Si prenda ad esempio la rigenerazione. PurchÃ© l&#8217;infetto sia adeguatamente nutrito, il suo metabolismo puÃ² rigenerare qualunque tipo di lesione, ferita e frattura, fatta esclusione per quelle al cuore e al cervello. Se il <strong>cuore</strong> viene colpito e fisicamente impossibilitato alla rigenerazione, l&#8217;infetto cade in uno stato simile al coma. Il <strong>cervello</strong> invece Ã¨ la sede della mutazione: se distrutto, l&#8217;infetto va incontro alla cessazione di ogni funzione neurologica e solo l&#8217;azione combinata di un mutaforma (per rigenerare i danni fisici) e di un esper (per rigenerare i danni cerebrali e infondere l&#8217;impulso elettromagnetico necessario) possono riportarlo in &#8220;funzione&#8221;. Se da un lato puÃ² essere un vantaggio, dall&#8217;altro la rigenerazione delle cellule impedisce ogni forma di sviluppo muscolare: in poche parole, l&#8217;infetto rimane esattamente com&#8217;era quando Ã¨ morto, senza nessuna possibilitÃ  di miglioramento. Questo naturalmente a meno che non si tratti di un infetto mutaforma, ma in ciÃ² mi addentrerÃ², con il vostro permesso, piÃ¹ tardi.<br />
L&#8217;infetto, dicevamo, presenta una peculiare sensibilitÃ  al calore, alla luce e ai <em>raggi uv</em>, l&#8217;intensitÃ  richiesta per generare un&#8217;ustione Ã¨ un decimo rispetto a quella richiesta per generare la stessa ustione su un non infetto, e tale condizione sembra peggiorare con l&#8217;etÃ . Non Ã¨ da escludere che un infetto notturno particolarmente antico possa consumarsi e bruciare alla luce del sole come farebbe un mortale nella camera di un reattore nucleare. Motivo per cui spero vogliate perdonare il mio ritardo questa sera.<br />
Il metabolismo dell&#8217;infetto Ã¨ poi dipendente da una proteina presente solo nel sangue, la <em>CPR15 reattiva</em>, e in maggiore quantitÃ  nel sangue umano: l&#8217;unica sostanza che puÃ² essere assimilata Ã¨ il sangue, o qualunque altra sostanza purchÃ© ad esso combinata. Questa Ã¨ forse la principale causa di ogni disordine sociale legato all&#8217;infezione, ma non entrerÃ² nel merito sociologico della questione perchÃ© ritengo che altri colleghi piÃ¹ qualificati lo faranno nel corso della serata. Da parte mia posso solo riconoscere la natura comune delle infezioni notturne, pur nelle loro differenti manifestazioni. Personalmente non ritengo che il virus conferisca facoltÃ  soprannaturali: semplicemente risveglia in noi capacitÃ  sopite, giÃ  esistenti. E&#8217; cosÃ¬ che arriviamo ad ottenere che alcuni infetti rivelino facoltÃ  <strong>esp</strong> o di <strong>mutaforma</strong>.</p>
<p>Anche in questo caso, per uniformarmi alla dissertazione del collega, potrei usare un termine di piÃ¹ larga diffusione e chiamarli <em>stregoni</em>. Il termine esper, in effetti, Ã¨ piuttosto improprio se consideriamo l&#8217;innegabile natura elettromagnetica di tali facoltÃ . Percezioni come la lettura del pensiero, quella comprensione dei linguaggi delle macchine che oggi viene sperimentata in Cina e Giappone, la percezione delle mutazioni atmosferiche eÂ  la lettura delle tracce energetiche sono, anzi, tratti spesso considerati secondari rispetto a chi Ã¨ in grado di muovere oggetti con la mente, scatenare tempeste o, almeno in teoria, aprire varchi spazio-dimensionali. In questo senso, la potenzialitÃ  dell&#8217;esper Ã¨ superiore a quella di chi si deve accontentare di manipolare la materia organica. Tuttavia Ã¨ stato empiricamente sperimentato come sia necessario un superiore livello di esperienza e controllo: se cosÃ¬ non fosse, ci sono pochi dubbi che l&#8217;aspetto attuale del nostro pianeta sarebbe stato plasmato piÃ¹ dalle catastrofi naturali che dalle epidemie. D&#8217;altro canto i <em>mutaforma</em> hanno dalla loro parte un piÃ¹ stretto contatto con la materia d&#8217;influenza delle loro facoltÃ .</p>
<p><strong>Mutaforma diurni</strong><br />
Quelli che la leggenda ha chiamato <em>berserker</em> o licantropi nascono come mutazione del virus notturno, che tenta di adattarsi eliminando alcuni elementi troppo debilitanti per l&#8217;ospite. Il risultato Ã¨ un mutaforma che non soffre la luce del sole e il cui metabolismo Ã¨ in gran parte dipendente da proteine facilmente ritrovabili nella carne cruda. Il livello di tolleranza al digiuno, inoltre, Ã¨ superiore rispetto a quello di un infetto notturno: aggirandosi attorno ai 40 giorni, il suo ciclo nutritivo Ã¨ stato in passato collegato alla luna, anche se ogni prova scientifica della correlazione tra campi magnetici e <em>berserker</em> del licantropo sono ancora relegati nel territorio della speculazione e della sperimentazione.</p>
<p><strong>Necrosi degenerativa africana</strong><br />
Antecedente al virus notturno e, secondo alcuni, antico come l&#8217;umanitÃ , il ceppo originale del virus si presenta in forma completamente distruttiva, eliminando quasi tutte le funzioni cerebrali dell&#8217;infetto. La rigenerazione cellulare cessa al momento dell&#8217;infezione, portando i tessuti verso il loro naturale decadimento come dopo un decesso, e l&#8217;infetto presenta una locomozione lenta e scoordinata, un&#8217;acuta attrazione per la carne cruda e il sangue (che hanno la sola funzione di consentire la riproduzione del virus e non vengono assimilati dall&#8217;organismo) e una totale inerzia nei confronti degli stimoli esterni, compreso il dolore. Questo tipo di infetto Ã¨ quello che la cultura popolare ha etichettato come <em>zombi</em>.Â»</p>
<p style="text-align: right;"><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/balthazar/"><strong>Balthazar </strong><strong>KonstantinoviÄ</strong></a>, dissertazione in difesa delle teorie di Trelawney,<br />
dipartimento di virologia dell&#8217;<em>Edinburgh&#8217;s Centre for Infectious Diseases</em><br />
21 giugno 2016</p>
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		<title>Voce</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 15:00:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-336" href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/voce/voce001/"><img class="alignnone size-full wp-image-336" title="voce001" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/02/voce001.png" alt="voce001" width="250" height="250" /></a></p>
<p>Nel gergo medico, si definisce voce il suono prodotto dalle corde vocali di un essere umano, mentre difficilmente si usa lo stesso termine per i suoni prodotti da un animale. Alcuni pensatori hanno individuato nella voce il tratto distintivo della specie umana rispetto a tutte le altre specie: nel 1801, l&#8217;analisi sul linguaggio animale ad opera di <strong>Jean-Baptiste Lamarck</strong> e della cosiddetta congregazione di Amiens ha dimostrato la scarsa fondatezza di questa teoria. Fino ad allora, i vampiri in grado di comprendere e parlare il linguaggio degli animali fossero scarsissimi. Ad oggi, si stima che il 30% dei vampiri mutaforma &#8211; che a loro volta costituiscono appena il 15% della popolazione degli immortali notturni &#8211; sia in grado di declinare e comprendere il linguaggio di almeno una specie animale.</p>
<p>Nella tradizione degli <strong>esper</strong>, invece, la voce ha avuto da sempre un ruolo primario nella formulazione dei cosiddetti incantesimi, al punto che alcuni trattati ritengono sia possibile privare un esper della possibilitÃ  di esercitare le sue facoltÃ  privandolo della voce. Gli esperimenti sull&#8217;elettromagnetismo ad opera di Nicholas Tesla e Balthazar KonstantinoviÄ hanno dimostrato l&#8217;indipendenza dei poteri elettromagnetici da qualunque tipo di movimento fisico, ma l&#8217;idea di una relazione tra magia e voce Ã¨ rimasta.<br />
Tra i testi piÃ¹ antichi, vengono ricondotti all&#8217;accademia di Astarte gli <em>Hittite ritual text</em> (raccolti da Hemmanuel Laroche nel suo <em>Hittite Texts </em>del 1971). Di area settentrionale sono invece i <em>Carmina Gandelica</em>, raccolti dall&#8217;antropologo amatoriale Alexander Carmichael tra il 1855 e il 1910: lo studio di questi testi ha portato ad ipotizzare una massiccia presenza di infetti notturni e in particolare di esper nella zona delle isole britanniche, la cui prima comparsa viene generalmene ricondotta ai primi contatti con l&#8217;esercito romano. Questi libri, successivamente chiamati <em>Grimori</em>, a partire dal medioevo iniziarono a contenere non solo incantesimi verbali, ma anche formule di alchimia e fisica, e vengono tutt&#8217;ora tenuti in alta considerazione da alcune confraternite di esper. Di compilazione britannica sono il <em>Libro di Abramelino</em>, poi adottato dalla dottrina telemasca, e <em>The Emerald Coin</em> che la tradizione vuole compilato da una giovane Anne Boleyn durante il suo soggiorno francese.</p>
<p><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/02/voce001.png" alt="" align="cssRight" />Paradossalmente, il potere che gli esper hanno a lungo attribuito alla voce Ã¨ piÃ¹ vicino a ciÃ² che Ã¨ nel ventaglio di possibilitÃ  di un <strong>mutaforma</strong>. Oltre ai ben noti usi della voce come dispositivo <em>sonar</em>, e quindi come senso aggiuntivo, Ã¨ stata a lungo ipotizzata la possibilitÃ  di modificare le proprie corde vocali in modo da produrre onde sonore su una frequenza ipnotica. Da questa capacitÃ  deriverebbero i vari miti sul canto ammaliante delle sirene e delle ninfe, sugli incantesimi delle streghe e sui canti ipnotici dei geni del deserto.</p>
<p>L&#8217;artista Frantisek Kupka, dopo essere venuto a contatto con il gruppo di infetti gravitanti attorno al <em>Moulin Rouge</em> e a <strong>Touluse Lautrec</strong> (1895), compose alcune opere sulla relazione tra voce e morte. Il piÃ¹ famoso di questi, noto anche per aver ispirato <strong>Francis Ford Coppola</strong> per il castello del suo <em>Dracula</em>, Ã¨ <em>L&#8217;idolo nero</em> della serie <em>Voci dal silenzio</em> (1903).</p>
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