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	<title>Astarte 21/06 &#187; serpente</title>
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		<title>Vritra</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 11:29:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;antica religione vedica, Vritra ( à¤µà¥ƒà¤¤à¥à¤° ) Ã¨ un dragone personificazione della siccitÃ , che con il suo corpo bloccava il corso dei fiumi fini a che il dio Indra non giunse ad abbatterlo con il tuono (Vajrayudha). Durante il combattimento, in preparazione del quale Indra aveva assunto una grande quantitÃ  del nettare degli dei chiamato [&#8230;]]]></description>
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<p>Nell&#8217;antica religione vedica, <strong>Vritra</strong> ( à¤µà¥ƒà¤¤à¥à¤° ) Ã¨ un dragone personificazione della siccitÃ , che con il suo corpo bloccava il corso dei fiumi fini a che il dio Indra non giunse ad abbatterlo con il tuono (<strong>Vajrayudha</strong>). Durante il combattimento, in preparazione del quale Indra aveva assunto una grande quantitÃ  del nettare degli dei chiamato <em>Soma</em> e <strong>Vishnu</strong> aveva creato campo libero, Indra abbatte il dragone e ne espugna le novantanove fortezze, nonostante il dragone riesca quasi a sconfiggerlo fratturandogli entrambe le mandibole: il dio si occupa poi della madre di Vritra, <strong>Danu</strong>, che viene anch&#8217;essa abbattuta con il tuono. In altre versioni della storia, Indra costringe con l&#8217;inganno altri tre Deva ad aiutarlo nella battaglia, nonostante prima fossero dalla parte del dragone e lo chiamassero &#8220;padre&#8221;: si tratta di Varuna, Soma e Agni. In altre versioni del mito, non Ã¨ Indra a sconfiggere Vritra ma la dea <strong>Sarvasati</strong>, anche se questa versione Ã¨ considerevolmente meno diffusa della prima.</p>
<p>In alcune versioni piÃ¹ tarde del mito, Vritra era stato creato da <strong>Tvashtri</strong> per vendicare la morte del proprio figlio <strong>Visvarupa</strong>, o Trisiras, ucciso dal dio. In questa versione, Vritra vince la battaglia e ingoia Indra, ma l&#8217;intervento degli altri dei lo costringe a vomitarlo nuovamente sulla terra: la battaglia prosegue, ma Indra Ã¨ costretto a fuggire, cosÃ¬ Vishnu interviene e dichiara una tregua, in cui Indra dichiara che non attaccherÃ  Vritra con nulla che sia di metallo, legno o pietra, nÃ© con qualcosa che sia asciutto o bagnato, nÃ© durante il giorno nÃ© durante la notte. Il dio, quindi, uccide il dragone al tramonto con della schiuma dal mare donatagli da Vishnu.</p>
<p>In altre versioni ancora, Vritra era un bhakta di Vishnu e la sua uccisione avviene per il suo fallimento nel voto di vivere in modo pio e non violento. Il bramino Vitra di cui parla questa versione era re dei demoni Asura e aveva rinunciato ai propri voti per muovere guerra contro i deva: spaventati nel vederlo conquistare le terre superiori, i deva andarono a chiedere aiuto a Vishnu, capitanati da Indra. Il dio disse loro che Vritra non poteva essere sconfitto da armi comuni e che solo l&#8217;arma rucavata dal corpo di un saggio avrebbe potuto ucciderlo: li indirizzÃ² quindi dall&#8217;asceta Dadichi, che immolÃ² il proprio corpo affinchÃ© dalle sue ossa potessero essere ricavate le armi necesarie alla distruzione di Vritra. Nacque cosÃ¬ il Vajrayudha, l&#8217;arma di tuono con cui Vretra viene sconfitto in tutte le versioni del mito. CosÃ¬ armati, i deva ingaggiarono una battaglia che li vide vittoriosi dopo 360 giorni di combattimento. Indra viene quindi inseguito dalla propria colpa per aver ucciso il bramino, e Nahusha viene invitato a prendere il suo posto.</p>
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		<title>Valac</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 21:46:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Menzionato nel grimorio Clavicula Salomonis, Valac Ã¨ il Gran Presiedente del concilio demoniaco, con trentotto legioni demoniache ai suoi comandi. Se evocato, si dice che Valac dia una risposta sincera riguardo ai tesori nascosti, e consegna ai domini dell&#8217;evocatore un numero stabilito di serpenti. L&#8217;aspetto che solitamente assume Ã¨ quello di un gracile bambino con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><object width="180" height="23" data="http://stat.radioblogclub.com/radio.blog/skins/mini/player.swf" type="application/x-shockwave-flash"><param name="id" value="radioblog_player_-1" /><param name="bgcolor" value="#111111" /><param name="flashvars" value="id=-1&amp;filepath=http://www.radioblogclub.com/listen2?u=0vMHZuV3bz9ycyVmdpR2LyZmLlVmcm5yMwpGZ/Rolling%2520stones-%2520Sympathy%2520For%2520The%2520Devil.rbs&amp;colors=body:#111111;border:#FBFBFB;button:#FBFBFB;player_text:#FAFAFA;playlist_text:#999999;" /><param name="src" value="http://stat.radioblogclub.com/radio.blog/skins/mini/player.swf" /></object></p>
<p>Menzionato nel grimorio <em>Clavicula Salomonis</em>, Valac Ã¨ il Gran Presiedente del concilio demoniaco, con trentotto legioni demoniache ai suoi comandi. Se evocato, si dice che Valac dia una risposta sincera riguardo ai tesori nascosti, e consegna ai domini dell&#8217;evocatore un numero stabilito di serpenti. L&#8217;aspetto che solitamente assume Ã¨ quello di un gracile bambino con ali di angelo, in sella ad un drago a due teste.</p>
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		<title>Voodoo haitiano</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 22:51:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il voodoo di Haiti Ã¨ una religione sincretica sviluppata nell&#8217;isola caraibica di Haiti, ma che trae le proprie origini dal Voodoo dell&#8217;Africa occidentale pur non essendo affatto scevro da contaminazioni cristiane. Il centro della religione consiste nella credenza che esistano vari Loa, divinitÃ  minori sottomesse a un BondyÃ¨ (Bon Dieu, buon Dio) disinteressato agli affari [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2527" href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/voodoo-haitiano/voodoohaitiano001/"><img class="alignnone size-full wp-image-2527" title="voodoohaitiano001" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/11/voodoohaitiano001.png" alt="voodoohaitiano001" width="250" height="250" /></a></p>
<p>Il voodoo di Haiti Ã¨ una religione sincretica sviluppata nell&#8217;isola caraibica di Haiti, ma che trae le proprie origini dal Voodoo dell&#8217;Africa occidentale pur non essendo affatto scevro da contaminazioni cristiane. Il centro della religione consiste nella credenza che esistano vari Loa, divinitÃ  minori sottomesse a un BondyÃ¨ (<em>Bon Dieu</em>, buon Dio) disinteressato agli affari umani, che devono essere pregati insieme agli antenati affinchÃ© proteggano dalla magia nera e allontanino il malocchio. Loa caratteristici del voodoo haitiano sono i Petro Loa, tradizionalmente originati ad Haiti durante la schiavitÃ¹: per evocarli, sono necessari riti differenti da quelli tradizionali, con l&#8217;uso di fruste, fischi e tamburi. Sono considerati spiriti &#8220;caldi&#8221;, al contrario di quelli tradizionali africani (Rada) che vengono definiti &#8220;freddi&#8221;. Una Petro Loa estremamente rispettata Ã¨ <strong>Erzulie Dantor</strong>, una dea guerriera dell&#8217;amore non dissimile da Astarte, cui vengono tradizionalmente sacrificati maiali neri e rum (spesso sovrapposta alla madonna nera di CzÄ™stochowa). La sua versione Rada Ã¨ <strong>Erzulie Freda</strong>, sposata al serpente bianco <strong>Damballa</strong> (cui si sacrifica un uovo su una montagna di farina), al loa del mare <strong>AgwÃ©</strong> e al dio del fuoco magico <strong>Ogoun</strong>, che si dice sia stato l&#8217;ispiratore della rivoluzione antischiavista di Haiti del 1804. Controparte di Erzulie Freda come Anat lo era di Astarte, Ã¨ <strong>Ayida-Weddo</strong>, dea dei serpenti e seconda sposa del serpente bianco Damballa: Ayida Ã¨ conosciuta come il serpente arcobaleno e anch&#8217;essa Ã¨ una dea della fertilitÃ , un archetipo della madre guerriera cosÃ¬ come <strong>Ayizan</strong> Ã¨ l&#8217;archetipo della mambo, della sacerdotessa. Insieme a suo marito <strong>Loco</strong>, sono loa della natura e della medicina,<br />
Altri Loa che ad Haiti assume accezione particolare Ã¨ <strong>Papa Legba</strong>, conoscitore di tute le lingue, ingannatore, messaggero del destino e guardiano dei crocicchi, Ã¨ colui che consente ogni tipo di comunicazione tra gli uomini (motivo per cui viene invocato all&#8217;inizio e alla fine di ogni rito) ed Ã¨ spesso sovrapposto con San Lazzaro. Particolare importanza riveste infine il <strong>Baron Samedi</strong>, padre della famiglia GuÃ©dÃ© di loa, ovvero i loa della morte. Il barone (il cui nome deriva dal francese per <em>barone sabato</em>) Ã¨ solitamente raffigurato con un cappello a cilindro e uno smoking bianco, ma spesso si mostra in atteggiamenti femminili ed Ã¨ noto per i suoi attributi di mutaforma: Ã¨ noto per il suo linguaggio scurrile ed il suo comportamento oltraggioso, uniti ad un amore per il rum e il tabacco. Viene invocato come ultimo rimedio quando le condizioi di un malato si fanno critiche, affinchÃ© non accetti il malcapitato nel suo regno e lo rimandi tra i vivi. In questo senso Ã¨ anche il loa della resurrezione, oltre che l&#8217;autore soprannaturale invocato quando si tratta di far risorgere i corpi dalla terra in forma di <em>zombie</em>. Sua manifestazione sardonica e faceta Ã¨ <strong>Baron la Croix</strong>. Sua moglie Ã¨ <strong>Maman Brigitte</strong>, protettrice dei cimiteri, per ingraziarsi i cui favori viene sacrificato il celebre gallo nero. Loro figlio adottivo, e condottiero delle schiere dei morti, Ã¨ <strong>Ghede Nibo</strong>, lo spirito di un giovane prematuramente morto di morte violenta che ora puÃ² essere ingraziato con sacrifici di caproni neri, zucche calabash, galli neri e tabacco: Ã¨ uno spirito lascivo ed Ã¨ noto per essere ispiratore di atti sessuali e malsanitÃ , oltre ad essere la voce attraverso cui parlano i morti che non hanno ancora trovato pace. In ultimo, da citare alcuni loa notturni particolarmente venerati: <strong>Kalfu</strong>, o Carrefour, loa della luna e della magia nera spesso associato ai diavoli e a Satana; la crudele <strong>Marinette</strong>, raffigurata dalla civetta e ritenuta essere la mambo che, sacrificando un maiale nero, diede inizio alla rivoluzione di Haiti; l&#8217;emofobo e deforme <strong>Sousson-Pannan</strong>.<br />
I loa vengono evocati tramite danze, canti rituali, sacrifici di animali e di <em>paket kongo</em>, ingredienti magici organici avvolti in tela e chiusi da nastri e piume: questi involti possono assumere forma umana (le famose bambole) e vengono posizionati sugli altari durante le cerimonie, o appesi nelle case a protezione.<br />
Tra i libri che trattano il voodoo haitiano, il piÃ¹ noto Ã¨ forse <em>Il Serpente e l&#8217;Arcobaleno</em>, scritto nel 1985 dall&#8217;etnobotanico Wade Davis, che analizza alcuni degli elementi erboristici presenti nei riti voodoo e in particolare in quello della creazione di zombie. Secondo la sua teoria, il processo di creazione degli zombie sarebbe da ricondursi alla somministrazione di una piccola dose di veleno di pesce palla unito a sedativi e allucinogeni, che causano uno stato simile alla morte seguito dalla caratteristica scoordinazione e violenta frenesia. Questo studio fu il primo a diffondere su larga scala la base organica delle pratiche magiche voodoo, piÃ¹ simili alla magia praticata dalle streghe di campagna inglesi nel XVII secolo che alle pratiche spiritiche e magiche degli esper moderni. In questo senso, un successivo studio chiamato <em>Il Serpente, il fungo e Maman Brigitte</em>, del 1999, ha ipotizzato che le pratiche voodoo si fondino principalmente su una disciplina esercitabile dai mutaforma e chiamata <em>influenza simpatetica imitativa</em>: tramite l&#8217;uso di sostanze catalizzanti, viene creato un legame tra la persona o la situazione ed un feticcio fisico, che diviene cosÃ¬ influenzabile a beneficio (o maleficio) del bersaglio. Secondo altri, tale influenza sarebbe esercitata esclusivamente a livello spirituale o psicologico e necessiterebbe quindi un potere di natura esper a catalizzatore. L&#8217;ipotesi piÃ¹ probabile Ã¨ che le pratiche voodoo, come spesso accade, possono essere catalizzate da entrambe le manifestazioni dell&#8217;immortalitÃ .<br />
La lingua in cui vengono effettuate le cerimonie Ã¨ il <em>Langay</em>, un misto di francese, creolo e Wolof: tuttavia, gli spiriti posseduti parlano a volte un linguaggio creolo a base inglese, o l&#8217;antica lingua <em>kromanti</em> africana laddove siano particolarmente antichi. Il kromanti Ã¨ anche utilizzato dai membri delle <em>sectes rouge</em>, sette di stregoni adoratori di Baron Samedi e Carrefour, tradizionalmente dediti al cannibalismo. E&#8217; tradizione ritenere che durante le loro riunioni catturino un <em>capretto senza corna</em> (un uomo) e, dopo averlo sottoposto ad una serie di domande tramite oscure parafrasi, decidono se ucciderlo e nutrirsene o se arruolarlo nelle loro fila. Nel caso avvenga l&#8217;iniziazione, al nuovo arrivato viene fatto bere del sangue umano mescolato a sangue di animale, e gli viene chiesto di portare in sacrificio una vittima. Attualmente, la regina dei Bizango Ã¨ una esper notturna che si fa chiamare <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2010/amarant/"><em>Baronne Amarant</em></a>, creatrice di <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/Sugar"><strong>Lai &#8220;Sugar&#8221; Choi San</strong></a> a Shanghai. La mambo Ã¨ divenuta anche regina voodoo di New Orleans, dopo un colpo di mano nel 2005, e di fatto detiene nelle sue mani la totalitÃ  del potere nel golfo del Messico.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2010/amarant/"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-901" title="amarant003" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/11/amarant003-150x150.png" alt="amarant003" width="150" height="150" /></a> <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/2009/candystripes/"><img class="size-full wp-image-272 aligncenter" title="Candystripes" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/02/candystripes003.png" alt="Candystripes" width="250" height="250" /></a></p>
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		<title>Vicissitudine</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 15:27:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2541" href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/vicissitudine/vicissitudine002/"><img class="alignnone size-full wp-image-2541" title="vicissitudine002" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/03/vicissitudine002.png" alt="vicissitudine002" width="250" height="250" /></a></p>
<p>Il termine <em>vicissitudine</em>, utilizzato in tempi moderni per indicare una traversia o una disavventura, deriva dal latino <em>vicis</em> (cambio) con l&#8217;aggiunta del suffisso <em>-tudo</em> che lo sostantiva, indicando quindi cambiamento, mutamento. Il concetto aveva una grande rilevanza nella cultura classica, dalle numerose trasformazioni operate da <strong>Astarte</strong> in alcune versioni del mito fino alla letteratura greca (bastino le <em>Metamorfosi</em> di Ovidio): le religioni misteriche, da molti considerate l&#8217;espressione della religiositÃ  classica piÃ¹ vicino alla traccia lasciata dagli infetti notturni nella cultura del bacino mediterraneo, trattano continuativamente il tema della metamorfosi, fino a farne il nocciolo delle loro rivelazioni e il centro della loro filosofia.</p>
<p>Secondo Teone di Smirne, le fasi dell&#8217;iniziazione ai misteri corrisponderebbero le fasi del contagio, creando un forte legame tra i due fenomeni.<br />
Queste le quattro fasi che il filosofo individua nella versione piÃ¹ comune dell&#8217;<em>Introduzione matematica a Platone</em>:<br />
- una <strong>purificazione</strong> preliminare ottenuta attraverso varie forme di penitenza e astensione;<br />
- l&#8217;<strong>iniziazione</strong> vera e propria, generalmente un rito celebrato dal sacerdote durante il quale avviene l&#8217;unione mistica dell&#8217;adepto con il dio e la conseguente rinascita: questa fase Ã¨ posta in diretta sequenzialitÃ  con la precedente astensione e non di rado culmina in un cosiddetto banchetto sacro, successivo ad un&#8217;esperienza in cui piacere e terrore si mescolano in uguale misura;<br />
- due fasi di <strong>rivelazione</strong>, di coscienza, di grado progressivamente piÃ¹ profondo fino a giungere alla veritÃ ;<br />
- il <strong>sacerdozio</strong>, ovvero la piena coscienza del proprio status e della veritÃ , che consente di investire nuovi accoliti.</p>
<p>Tra le cerimonie di cui Ã¨ pervenuta notizia, molte presentano stretti legami con la carne e con il sangue, con la morte e la rinascita (quasi tutte le figure al centro dei misteri muoiono e ritornano alla vita in un nuovo stato di coscienza, anche se non rinascono mai completamente). Si veda ad esempio il <em>taurobolium</em>, cerimonia in onore della Grande Madre durante la quale il neo accolito veniva inondato del sangue di un toro sgozzato sopra di lui, o i supposti sacrifici umani nell&#8217;ambito del culto di Mithra, l&#8217;accenno all&#8217;infanticidio negli <em>Idilli</em> di Teocrito, o ancora le cruente mattanze con consumazione di carne cruda in onore di Dioniso Omadio.</p>
<p>Proveniente dall&#8217;Asia Minore secondo alcuni, completamente greco secondo altri, il culto di Dioniso Ã¨ profondamente legato a temi di morte e rinascita, di carne e di sangue, di nutrimento e di trasformazione. Prima prova ne Ã¨ il mito stesso della nascita del dio, nella sua versione piÃ¹ complessa tramandata dagli orfici: la prima forma del dio sarebbe stata infatti quella di <strong>Dioniso Zagreo</strong>, generato dalla violenza di Zeus in forma di serpente sulla figlia <strong>Persefone</strong>, dea degli inferi e a sua volta frutto dell&#8217;unione incestuosa tra Zeus e sua madre Rea da quel momento chiamata Demetra. Il giovane Dioniso cosÃ¬ generato rappresenta una pedina importante nella lotta tra dei e titani, tra la vecchia e la nuova era: i titani avvicinano cosÃ¬ il bambino e tentano di adescarlo con doni che diventeranno poi oggetti sacri dei misteri orfici (la trottola, il rombo, la palla, lo specchio, l&#8217;astragalo). Il dio tenta di sfuggire trasformandosi in vari animali, ma i titani lo raggiungono ugualmente e, sorprendendolo in forma di toro, lo fanno a pezzi e se ne cibano. La dea Atena, intervenuta, riesce a salvare solo il cuore del bambino e lo riporta al padre, che se ne ciba. Le ossa di Dioniso Zagreo vengono sepolte a Delfi e dalle ceneri dei titani fulminati nasce l&#8217;uomo. E&#8217; a questo punto che il mistero orfico si raccorda con la versione tradizionale del mito: il dio del cielo genera un nuovo Dioniso con la mortale Semele (o <strong>Selene</strong> secondo alcuni), che muore a metÃ  della gravidanza per aver visto la vera forma di Zeus. Il dio allora porta a compimento personalmente la gestazione del piccolo Dioniso nascondendolo nella propria coscia.<br />
Nel sistema dei <em>Tarocchi di Thoth</em>, Dioniso Zagreo viene identificato con il primo degli arcani maggiori, il <em>Matto</em>, e ai misteri dionisiaci Ã¨ legata la <em>Regina di Bastoni</em>, che <strong>Lady Frieda Harris</strong> raffigura con i suoi attributi. La carta simbolo della trasformazione Ã¨ tuttavia il due di dischi, che non a caso reca il serpente tra due pentacoli. Il motivo per cui l&#8217;infezione notturna veniva associata ai serpenti Ã¨ stato a lungo dibattuto: secondo alcuni, la chiave della questione sarebbe proprio la vicissitudine, la trasformazione, per via dell&#8217;abitudine del serpente di mutare la pelle. Secondo altri, la ragione sarebbe da ricercarsi nel motivo del morso e del <span style="text-decoration: underline;">veleno</span>, oltre che nel particolare metabolismo e nel sangue freddo.</p>
<p>L&#8217;apparato mitologico attorno ad Astarte e alle sue successive proiezioni, da Inanna a Iside a Seshat, sviscera sorprendentemente quasi tutte le differenti combinazioni della trasformazione: capacitÃ  di trasformarsi in animale o di comprenderne il linguaggio, capacitÃ  di mutare di stato (trasformarsi in nebbia e in nuvola, in acqua e in sangue o in <span style="text-decoration: underline;">vino</span>, invulnerabilitÃ  alle armi e rigenerazione, capacitÃ  di muoversi attraverso i piani dell&#8217;esistenza.</p>
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		<title>Veleno</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 21:58:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per veleno si intende una sostanza che, assunta da un organismo vivente, ha sull&#8217;organismo effetti letali attraverso un meccanismo chimico. Come sistematizzato da Paracelso, il concetto di veleno non Ã¨ separabile da quello di dose e dal particolare tipo di metabolismo: ciÃ² che non Ã¨ velenoso per alcuni animali, lo Ã¨ per l&#8217;uomo, e l&#8217;assenza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2550" href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/veleno/veleno0011/"><img class="alignnone size-full wp-image-2550" title="veleno0011" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/02/veleno0011.png" alt="veleno0011" width="250" height="250" /></a></p>
<p>Per veleno si intende una sostanza che, assunta da un organismo vivente, ha sull&#8217;organismo effetti letali attraverso un meccanismo chimico. Come sistematizzato da <strong>Paracelso</strong>, il concetto di veleno non Ã¨ separabile da quello di dose e dal particolare tipo di metabolismo: ciÃ² che non Ã¨ velenoso per alcuni animali, lo Ã¨ per l&#8217;uomo, e l&#8217;assenza di un metabolismo comunemente inteso favorisce la non assimilazione di qualunque veleno da parte degli infetti notturni.</p>
<p>A lungo sono stati paragonati a quelli da avvelenamento gli effetti dell&#8217;introduzione di sangue infetto in un mortale ancora vivo. La sequenza nei sintomi varia da soggetto a soggetto e a tutt&#8217;oggi le ricerche non sono approdate ad una spiegazione per risultati tanto variabili in sede di esperimento. In media, gli infettati da un notturno semplice manifestano dalle prime fasi metabolismo alterato e fotofobia, laddove l&#8217;esercizio della piÃ¹ semplice rigenerazione Ã¨ un risultato successivo. Il processo Ã¨ invertito nel contagio da parte di un mutaforma: maggiore resistenza e alto livello di rigenerazione sono tra i primi sintomi, e le debolezze cosÃ¬ come l&#8217;uso cosciente delle facoltÃ  appartengono ad una fase successiva. Al contrario, le facoltÃ  di controllo elettromagnetico &#8211; almeno a un primo livello incontrollato e istintivo &#8211; sono le prime a manifestarsi successivamente alla somministrazione di sangue infetto da parte di un esper.<br />
In tutti i casi, comunque, rimane costante lo sviluppo di un forte stato di dipendenza, fisica ed emotiva, generalmente strutturata nei gradi della tossicodipendenza o &#8211; secondo alcuni psicologi &#8211; nei gradi del lutto: negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione. Le stesse fasi sono state applicate al contagio puro, quello che avviene secondo la comune procedura di introdurre sangue infetto in un individuo che Ã¨ precedentemente stato svuotato del proprio. Da alcune correnti di studio, questa pratica viene definita <em>contagio rapido</em>, mentre la precedente viene chiamata <em>contagio a lento rilascio</em>. Scuole che prediligono un linguaggio piÃ¹ colorito, definiscono <em>figli</em> gli infettati direttamente e <em>spawn</em> (progenie) o <em>burattino/bambola</em> gli infettati indirettamente.</p>
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		<title>Veggente</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 08:37:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si definisce veggente o chiaroveggente una persona con capacitÃ  extrasensoriali di diversa natura, che possono variare dalla visione del futuro a quella del passato, l&#8217;acquisizione al tocco di informazioni riguardo ad un oggetto, la visione attraverso il sogno, la lettura dei segni. La scuola di Cayce distingue la chiaroveggenza dalla divinazione, essendo la divinazione un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si definisce veggente o chiaroveggente una persona con capacitÃ  extrasensoriali di diversa natura, che possono variare dalla visione del futuro a quella del passato, l&#8217;acquisizione al tocco di informazioni riguardo ad un oggetto, la visione attraverso il sogno, la lettura dei segni. La scuola di Cayce distingue la chiaroveggenza dalla divinazione, essendo la divinazione un messaggio da una sfera esistenziale piÃ¹ alta e la veggenza l&#8217;applicazione di una capacitÃ  insita nell&#8217;individuo.</p>
<p>Nella cultura greca, la veggenza Ã¨ spesso associata con l&#8217;oltretomba, l&#8217;oscuritÃ  e i serpenti, a loro volta non infrequentemente simbolo vampirico: <strong>Cassandra</strong>, la figlia del re di Troia, secondo alcune versioni della leggenda riceve il dono della preveggenza dopo aver passato nel tempio di Apollo una notte durante la quale i suoi serpenti le avrebbero leccato le orecchie fino a renderla capace di sentire il futuro. Secondo la versione piÃ¹ diffusa, il dono e la maledizione che le impedisce di essere creduta sono entrambi conferiti da Apollo in persona, ma il dio stesso Ã¨ legato alla morte, alla guarigione e ai serpenti. Tra gli altri oracoli, la <strong>Sibilla di Delfi</strong> e la <strong>Sibilla Cumana</strong> erano entrambe considerate guide verso il mondo dei morti, ruolo che l&#8217;ultima assume attivamente scortando Enea nel poema di Virgilio: secondo Ovidio, la stessa Sibilla avrebbe chiesto la longevitÃ  ma non l&#8217;eterna giovinezza, tema presente anche in relazione alla madre dei venti <strong>Eos</strong>, e il suo corpo si sarebbe quindi raggrinzito fino ad essere conservato in un <span style="text-decoration: underline;">vaso</span>. Di analoga derivazione serpentina era la Pizia, sacerdotessa del tempio di Apollo sorto nel luogo in cui il dio appena nato uccise Pitone: carica sacerdotale elettiva, costituiva un caso unico nella religione patriarcale greca e le fonti indicano che tra le sue prerogative vi era quella di essere una donna colta e di carattere. Emetteva vaticini solo tra primavera ed autunno, dato che d&#8217;inverno Apollo cedeva il proprio tempio al fratellastro <strong>Dioniso</strong>, dio del <span style="text-decoration: underline;">vino</span> e al centro di uno dei culti misterici storicamente piÃ¹ fortunati. Un altro personaggio greco profondamente legati ai classici temi del cambiamento di forma e della morte Ã¨ <strong>Tiresia</strong>, che secondo alcuni avrebbe ricevuto da Atena il dono di comprendere il linguaggio degli uccelli (da cui la veggenza) e secondo altri sarebbe nato donna per essere poi trasformato in uomo da Era dopo aver ucciso due serpenti a lei sacri: secondo questa versione del mito, Tiresia si sarebbe attirato la cecitÃ  per aver rivelato, durante una disputa tra Zeus ed Era, che nel sesso Ã¨ la donna a provare maggior piacere dell&#8217;uomo. Zeus avrebbe poi compensto la punizione con la veggenza e con il dono di una vita lunga sette.<br />
Anche dal lato degli dei, sono significative le divinitÃ  legate ad un culto oracolare in epoca classica ed ellenistica: oltre al giÃ  citato Apollo, legato ai serpenti e alla medicina, ruolo di rilievo aveva l&#8217;oracolo della dea <strong>Nyx</strong> &#8211; la Notte &#8211; madre di Thanathos la morte, Hypnos il sonno e Stige il fiume infernale. Il suo tempio oracolare si trovava a Megara, e il suo culto insieme a quello dei figli fioriva a Sparta e ad Efeso, dove era associato a quello di <strong>Artemide</strong>. La stessa Artemide, venerata ad Efeso in una delle sette meraviglie del mondo, era assimilata alla persiana <strong>Cibele</strong> e perciÃ² legata sia a Dioniso, di cui si diceva fosse stata guaritrice e iniziatrice, che ad un violento culto misterico del sangue.<br />
La divinazione stessa Ã¨ spesso legata alla morte e al sangue: gli stessi greci credevano che in punto di morte fosse possibile vedere il futuro e nel poema omerico Ulisse si reca proprio dai morti, che attira spargendo il sangue di un toro, per conoscere il proprio destino.</p>
<p>Al concetto della veggenza Ã¨ spesso associato quello del <strong>libro oracolare</strong>, raccolta di vaticini &#8211; spesso in metrica &#8211; che se ben interpretati svelerebbero il futuro e le sorti dell&#8217;umanitÃ : uno degli esempi piÃ¹ illustri nell&#8217;antichitÃ  erano i <strong><em>Libri Sibillini</em></strong>, che la leggenda vuole scritti dalla Sibilla Ellespontina, passati nelle mani della Sibilla Eritrea e poi consegnati dalla Sibilla Cumana all&#8217;ultimo re di Roma Tarquinio il Superbo. Vennero consultati durante le piÃ¹ grandi pestilenze e quando il fulmine abbattÃ© le armate romane di Appio Claudio nel 295 a.C., furono d&#8217;istruzione per i sacrifici umani durante la minaccia di Annibale (quando due greci e due galli vennero sepolti vivi nella piazza del mercato) e durante la seconda guerra punica istruirono per l&#8217;introduzione a Roma del culto di Cibele. Vennero distrutti dal generale Stilicone perchÃ© grande fonte di potere per una classe sociale ormai in declino che il suo governo mirava a soppiantare definitivamente con una nuova aristocrazia. Da aluni studiosi questo atto, nel 405 d.C., Ã¨ considerato il primo punto di declino della posizione degli immortali nel corpo sacerdotale e nella societÃ  civile.<br />
Libri oracolari della tradizione cristiana sono i cosiddetti <strong><em>Oracoli Sibillini</em></strong>, dodici libri della prima epoca cristiana, e l&#8217;<strong><em>Apocalisse di San Giovanni</em></strong>, tutt&#8217;ora parte del canone biblico.<br />
In epoca moderna, sedicenti profeti e autori di libri oracolari furono il francese <strong>Michele de Nostredame</strong> detto Nostradamus, che pubblicÃ² il suo libro di profezie nel 1555 e l&#8217;inglese <strong>Robert Nixon</strong> profeta alla corte di Riccardo III.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-194" title="veggente001" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/02/veggente001.png" alt="veggente001" width="150" height="150" /></p>
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		<title>VoracitÃ </title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 18:03:51 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2572" href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/voracita/voracita002/"><img class="alignnone size-full wp-image-2572" title="voracita002" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/01/voracita002.png" alt="voracita002" width="250" height="250" /></a></p>
<p>Dal latino <em>voro</em>, divorare, il termine voracitÃ  Ã¨ essenzialmente legato alla sfera dell&#8217;alimentazione e per traslazione alla sfera cosmica, quando il termine Ã¨ attribuito al fuoco o quando ne viene fatta derivare l&#8217;espressione <em>voragine</em>. Secondo alcuni studiosi di semiotica e antropologia, la relazione etimologica tra voracitÃ  e voragine, tra la sfera dell&#8217;alimentazione e quella dell&#8217;abisso infernale, non Ã¨ casuale: non sarebbe un caso da sottovalutare infatti che molti oltretomba siano concepiti come voragini, dal <strong>Tartaro</strong> in cui Zeus aveva confinato in eterno i Titani, talmente profondo che secondo Plinio un&#8217;incudine lasciata cadere avrebbe impiegato nove notti a toccarne il fondo, alla profonda voragine dell&#8217;<strong>Averno</strong>, ingresso degli inferi, dall&#8217;<strong>inferno dantesco</strong> al dominio di <strong>Seth</strong>, sorta di inferno contrapposto al regno di Iside e Osiride, dove regna la tenebra e imperversano i demoni, fino al regno della dea nordica <strong>Hel</strong>, figlia di Loki e della piÃ¹ temibile delle furie, madre di tutte le malattie e sorella del lupo e del serpente.<br />
Ed Ã¨ proprio con il serpente si stabilisce, in relazione alla voracitÃ  e all&#8217;oltretomba, una relazione quasi univoca come quella tra il lupo e il mutaforma diurno. Nelle culture mediorientali e successivamente in quella greco-romana, Ã¨ costante la presnza di un filo che lega la donna al serpente e questa coppia al binomio sottosuolo-morte: <strong>Euridice</strong>, personaggio chiave dei misteri orfici, muore dopo essere stata morsa da un serpente, e sempre sui serpenti esercita il suo dominio la dea cretese della luna e dei terremoti, la accadica <strong>Tiamat</strong> Ã¨ dea infernale dei serpenti e il suo nome significa appunto &#8220;voragine&#8221;, <strong>Lilith</strong> viene trasformata in serpente e proprio da un serpente viene tentata <strong>Eva</strong> (creando una fortunata associazione serpente-demonio).</p>
<p>Da un punto di vista scientifico, il bisogno umano di nutrimento viene amplificato negli infetti, fino a portare a gravi scompensi psicofisici e, in alcuni casi, a reazioni violente compulsive o alla stasi dell&#8217;organism0. Nella <strong>necrosi degenerativa africana</strong>, il bisogno compulsivo di carne cruda che sostenga l&#8217;infezione e diffonda il contagio Ã¨ l&#8217;unico motore della coscienza e costituisce il massimo stadio conosciuto di voracitÃ . Nei <strong>mutaforma diurni</strong>, lo stesso bisogno Ã¨ razionalizzato e tenuto sotto controllo dalle funzioni superiori del sistema nervoso centrale e solo se non soddisfatta si traduce in manifestazioni aggressive e incontrollate: il massimo periodo di astinenza Ã¨ comunemente considerato di 40-45 giorni, come il ciclo lunare. Nel <strong>ceppo notturno</strong>, si manifesta un analoga necessitÃ  nei confronti delle sostanze contenute nel sangue, che costituiscono la chiave del metabolismo e senza le quali non Ã¨ possibile assimilare nessuna altra sostanza nutritiva da altri cibi (al contrario dei mutaforma diurni, che nella tolleranza dei 40 giorni possono trarre sostegno altrove): proprio a causa di questa fondamentale differenza, la durata massima dell&#8217;astinenza per gli immortali notturni Ã¨ molto piÃ¹ corta e al termine di essa si manifesta una fase di bisogno ossessivo-compulsivo che puÃ² o non puÃ² tradursi in manifestazioni di violenza incontrollata a seconda dell&#8217;individuo. Quando l&#8217;organismo raggiunge il suo massimo livello di astinenza, cade in uno stato di coma vegetativo durante il quale puÃ² o non puÃ², a seconda della gravitÃ , essere cosciente (lo stesso <em>status</em> in cui cade quando il cuore viene distrutto o inabilitato a funzionare).</p>
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