Al-Jazari – Kitab fi Ma ‘rifat al-Hiyal al-Handasiya

Posted by admin on June 22nd, 2011 filed in Oggetti

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Al-Jazari
Kitab fi Ma ‘rifat al-Hiyal al-Handasiya (Libro della conoscenza dei processi meccanici)
1264

« Nel fondo di manoscritti arabi realizzati in Egitto, in Siria o in Mesopotamia per le loro rispettive biblioteche, fondo che un tempo doveva essere molto più vasto, si ha a poco a poco la sensazione che soltanto una manciata di manoscritti vennero illustrati, in questo caso soprattutto manoscritti di contenuto scientifico. In compenso, tali manoscritti furono instancabilmente copiati, ripubblicati e ampliati. Fra questi si trova l’opera dedicata in particolar modo agli apparecchi meccanici, frutto dell’ingegnosità umana, oggi conservata presso la biblioteca del palazzo Topkapi di Istanbul.
Un autore della tarda antichità come il matematico e meccanico Erone di Alessandria, che visse nel I secolo della nostra era, aveva scritto un’opera sullo stesso argomento. Tramite Filone di Bisanzio e Ctesibios (entrambi del III secolo a.C.), i suoi bozzetti risalivano in definitiva al greco Archimede (287-212 a.C.), vissuto in Sicilia. Questo tipo di conoscenze e di invenzioni antiche furono a quanto pare accessibili al pubblico islamico per la prima volta soltanto nel IX secolo, grazie ai tre fratelli Banu Musa a Baghdad. La maggior parte dei manoscritti arabi che trattano questo argomento non sembra aver visto la luce prima del 1200, e molto probabilmente Mossul è stato il primo centro di produzione in questo campo. Quanto a Baghdad, secondo le fonti che ci sono pervenute, aveva cessato di svolgere un qualunque ruolo nell’edizione di questi manoscritti scientifici e tecnici. In compenso, i sovrani della Mesopotamia del nord, i Diyarbakir, sembrano essersi interessati all’argomento quanto i Mammalucchi d’Egitto.
Un esemplare molto più tardo di tale opera di tecnologia fu pubblicato nel 1315 e si trova oggi al Metropolitan Museum di New York. Anch’esso è illustrato in modo esemplare ed è probabilmente originario della Siria. Le illustrazioni riprendono molto spesso fedelmente i motivi del manoscritto del 1264, modificandoli quando possono aggiungere una certa precisione tecnica.
In modo del tutto affascinante, con una grande abilità nei valori decorativi e un piacere non celato nell’uso dei colori, il miniatore di questa edizione, che risale probabilmente al 1264 (o prima?) ha saputo padroneggiare il compito a lui affidato di presentare le diverse spiegazioni e dimostrazioni con un’oggettività piena di amore, senza rinunciare tuttavia alle esigenze estetiche. »

(Norbert Wolf, Capolavori della miniatura. Ed. Taschen)

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Abū al-’Iz Ibn Ismā’īl ibn al-Razāz al-Jazarī (أَبُو اَلْعِزِ بْنُ إسْماعِيلِ بْنُ الرِّزاز الجزري) è stato uno studioso, inventore, ingegnere meccanico, artigiano, artista, matematico e astronomo arabo vissuto tra il 1136 e il 1202, durante la cosiddetta età d’oro del medioevo arabo nella regione di Al-Jazira (الجزيرة) ovvero la mesopotamia settentrionale. Il Kitáb fí ma’rifat al-hiyal al-handasiyya è la sua opera più nota. Tra i più celebri macchinari descritti, vari sistemi di pompe idrauliche, ancelle androidi utilizzabili per servire bevande, orologi di vario tipo tra cui quello a forma di elefante tutt’ora conservato a Dubai, una fontana del pavone per il lavaggio delle mani, un quartetto musicale composto da androidi ad acqua. Quest’ultimo era costituito da una nave galleggiante su un lago alle feste di corte: la batteria di camme era programmabile e, battendo su piccole leve, consentiva al suonatore di tamburi di eseguire differenti ritmi e differenti partiture. Alla selezione musicale corrispondevano espressioni facciali e movimenti del corpo che rendevano l’accompagnamento musicale un vero e proprio spettacolo, per chi fosse stato desideroso di guardare. Le sue invenzioni sono esposte nei musei della scienza e della tecnica di tutto il mondo e Al-Jazari viene spesso definito il Leonardo musulmano, per la sua ecletticità e la sua padronanza di numerose scienze e arti: il museo della scienza di Londra gli ha dedicato una rassegna nel 2009 in collaborazione con il Klementinum di Praga, corredato da un cortometraggio dal titolo 1001 Inventions and the Library of Secrets in cui il ruolo dello scienziato arabo era interpretato da Ben Kingsley. L’esposizione comprendeva, tutte funzionanti, il celebre orologio elefante di Al-Jazari, una camera oscura, il planisfero di Al-Idrisi, il marchingegno ingegnoso dei fratelli Banu Musa, gli strumenti chirurgici di Al-Zahrawi e la macchina volante di Ibn Firnas.

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