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	<title>Astarte 21/06 &#187; Astarte</title>
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		<title>valle delle regine</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 09:08:31 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2476" href="https://astarte-2106.org/scraps2/2010/valle-delle-regine/valledelleregine001/"><img class="alignnone size-full wp-image-2476" title="valledelleregine001" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2010/05/valledelleregine001.png" alt="valledelleregine001" width="250" height="250" /></a></p>
<p>Meno nota rispetto alla vicina <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2010/valle-dei-re/">Valle dei re</a>, il <em>Ta-Set-Neferu</em> (<em>luogo di bellezza</em>) Ã¨ uno dei luoghi di studio piÃ¹ interessanti per rilevare l&#8217;ingerenza dell&#8217;immortalitÃ  nella politica e nella societÃ  dell&#8217;Antico Egitto. Luogo di sepoltura non solo per le consorti reali ma anche per figli e alti funzionari, la valle conserva piÃ¹ di settanta tombe, molte delle quali conservano intatta la documentazione parietale e in cui, nel 68% dei casi, Ã¨ stata rilevata una presenza del virus di Trelawney. Considerando esatta l&#8217;ipotesi secondo la quale la percentuale totale degli infetti non superava il 10%, si tratta di una concentrazione enorme che fornisce preziosissimi indizi sulla distribuzione dell&#8217;infezione nella societÃ .</p>
<p>La tomba piÃ¹ nota Ã¨ quella della regina <strong>Nefertari</strong>, moglie di Ramesse II e una delle consorti piÃ¹ influenti della storia. Il suo intenso carteggio con la regina ittita Puduheba, moglie di HattuÅ¡ili III, si Ã¨ rivelato cruciale per l&#8217;introduzione in Egitto di alcune conoscenze sull&#8217;immortalitÃ  risalenti al culto di Astarte, ancora vivo in quella zona, oltre che nelle trattative diplomatiche tra i due popoli. La sua mummia Ã¨ stata tolta dalla tomba a ipogeo, la QV66, in un&#8217;epoca non chiara, per cui ulteriori studi sul corpo della regina non sono stati possibili. Al contrario, Ã¨ stato possibile analizzare i resti di Puduheba ad Hattusas, rivelando consistenti indizi sul fatto che la regina, come molte consorti reali, avesse deboli capacitÃ  di mutaforma.</p>
<p>Un altro celebre personaggio sepolto nella valle Ã¨ <strong>Imhotep</strong>, celebre visir e architetto della III dinastia. Personaggio in bilico tra la storia e il mito, sarebbe stato l&#8217;architetto della prima piramide e, secondo alcuni, il fondatore della scienza medica in Egitto. Alcune antiche iscrizioni lo definiscono &#8220;prottetto di Astarte&#8221; e la sua tomba Ã¨ un enorme complesso non dissimile dalla piramide, per distribuzione interna e ampiezza. All&#8217;interno Ã¨ stata rinvenuta una grande quantitÃ  di iscrizioni cifrate, ancora in fase di decriptazione.</p>
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		<title>valle dei re</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 08:37:50 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2010/05/valle-dei-re-001.jpg"><img class="size-medium wp-image-1502 aligncenter" title="valle-dei-re-001" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2010/05/valle-dei-re-001-256x300.jpg" alt="valle-dei-re-001" width="179" height="210" /></a></p>
<p>E&#8217; una leggenda anche troppo accreditata che gli Egizi fossero in qualche modo ossessionati dalla morte, laddove non lo erano molto piÃ¹ di quanto non lo sia la nostra cultura. E&#8217; vero perÃ² che una cultura tanto attenta all&#8217;oltretomba e all&#8217;aldilÃ  Ã¨ stata di estremo aiuto agli studiosi per tracciare gli spostamenti e le evoluzioni del virus, oltre che le sue implicazioni sociali. <em>Ta-sekhet-a&#8217;at</em>, il <em>Grande Campo</em> (o, come viene piÃ¹ spesso definita, la <em>Valle dei Re</em>) Ã¨ uno dei luoghi piÃ¹ prolifici per le ricerche, grazie non solo al materiale organico disponibile ma anche e soprattutto alla grande quantitÃ  di documentazione parietale.</p>
<p>Di frequente il virus di Trelawney svolgeva un ruolo dominante nella distribuzione del potere ai vertici della societÃ  egiziana, quasi come la sifilide avrebbe fatto secoli dopo in Europa. La regina <strong>Tausert</strong> Ã¨ stata probabilmente al centro di uno di questi episodi: ultimo sovrano della XIX dinastia, tenne la reggenza per un paio d&#8217;anni prima di venir soppiantata da un asiatico e successivamente dal primo re della dinastia successiva, Sethnakt. Il ritrovamento di recenti papiri tuttavia ha rivelato una storia piuttosto diversa dall&#8217;ipotizzata usurpazione di un regno: la tomba KV14, un tempo di Tausert e in cui si sarebbe poi insediata la mummia di Sethnakt, sarebbe infatti stata utilizzata come rifugio per la regina, un diversivo prima di sfuggire alle cospirazioni dei funzionari unendosi ai cosiddetti popoli del mare. PerchÃ© e come Tausert fosse rimasta vittima dell&#8217;infezione non Ã¨ chiaro: sembra evidente tuttavia, stando alle fonti contemporanee, che il piano cospiratore consistesse nel marchiare la regina con un ceppo poco potente del virus per renderla inoffensiva in un panorama politico che si faceva sempre piÃ¹ complesso. Sarebbe stato lo stesso Sethnakt a preparare il proprio insediamento dall&#8217;interno del palazzo, aiutando la regina nell&#8217;inscenare la sua morte e nella sua fuga dalla Valle dei Re.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte della valle, molto ha rivelato anche la tomba della regina <strong>Hatshepsut</strong>, che regnÃ² sullâ€™Egitto attorno al 1479 a.C., e che tentÃ² di ripristinare il culto di Seshat, secondo alcuni evoluzione del vicino culto di Astarte. La regina innalzÃ² nuovi santuari alla divinitÃ  della scrittura e della medicina, luoghi di studio della matematica, dellâ€™astronomia e della scrittura, ma alla sua morte il nome e le opere della regina furono sottoposte alla damnatio memoriae. E&#8217; controverso se Hatshepsut fosse o meno infetta: lo studio sulla mummia sepolta nella tomba KV20 avrebbe definitivamente chiarito che non lo era, tuttavia la convinzione Ã¨ stata rimessa in discussione dal ritrovamento in KV60 della nutrice della regina e di un&#8217;altra mummia adagiata al suolo. Dopo controlli incrociati con reperti conservati a Deir el-Bahari, la mummia al suolo Ã¨ stata identificata con quella della regina, probabilmente trasferita lÃ¬ per sfuggire alla campagna denigratoria in atto. Attualmente i risultati delle anlisi su questa mummia sono ancora controversi.</p>
<p>Ma la valle non conserva solo testimonianze legata all&#8217;ingerenza del virus nella societÃ  dell&#8217;Antico Egitto. Tra i molti studiosi che si sono accalcati in questa valle, merita una menzione almeno Ludwig Borchardt, egittologo berlinese appassionato di architettura. Sua scoperta piÃ¹ celebre, quella legata allo scultore di corte Djhutmose e al suo celebre busto di Nefertiti. Il ritrovamento di ques&#8217;opera tuttavia, ipoteticamente avvenuto il 6dicembre 1912 ad Amarna nel laboratorio dello scultore, presenta alcune anomalie e diversi punti non chiari: l&#8217;unico documento a riguardo rimane il diario di Borchardt e, quando altre fonti entrano in scena, l&#8217;attenzione Ã¨ sempre stata concentrata sull&#8217;equitÃ  o meno delle trattative con la sovrintendenza relative all&#8217;uscita del busto dall&#8217;Egitto. Solo nel 2009 inizieranno a sorgere i primi dubbi sull&#8217;autenticitÃ  del busto: secondo le piÃ¹ recenti teorie, sarebbe opera dello scultore Gerardt Marks su istruzioni dello stesso Borchardt (Henri Stierlin, <em>Le Buste de Nefertiti â€“ une Imposture de l&#8217;Egyptologie?</em> e Edrogan Ercivan, <em>Missing Link in Archaeology</em>). Anni dopo, ulteriori dettagli si sarebbero aggiunti alla teoria rivelando tracce di un&#8217;intensa attivitÃ  elettromagnetica preso gli scavi di Amarna all&#8217;epoca del ritovamento. Secondo le piÃ¹ audaci teorie, il busto sarebe quindi un falso moderno, sÃ¬, ma comunque una copia dal vero.</p>
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		<title>** Off game &#8211; la terminologia di Astarte **</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 18:09:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Astarte usa una terminologia comune a molti giochi di ruolo, ma puÃ² succedere che vengano associati a parole note significati leggermente diversi. PuÃ² essere utile quindi un piccolo glossario. Ambientazione. Il mondo in cui si svolgono le campagne. Per Astarte, l&#8217;ambientazione Ã¨ una realtÃ  alternativa alla nostra in cui, anche se la maggior parte degli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Astarte</em> usa una terminologia comune a molti giochi di ruolo, ma puÃ² succedere che vengano associati a parole note significati leggermente diversi. PuÃ² essere utile quindi un piccolo glossario.</p>
<p><strong>Ambientazione</strong>. Il mondo in cui si svolgono le campagne. Per Astarte, l&#8217;ambientazione Ã¨ una realtÃ  alternativa alla nostra in cui, anche se la maggior parte degli eventi storici si sono svolti come li conosciamo, Ã¨ possibile applicare alla realtÃ  un secondo livello di lettura sapendo che creature considerate un mito, come i vampiri o i fantasmi, sono una realtÃ  scientificamente dimostrabile. <strong><br />
Background.</strong> Il passato di un personaggio registrato nella sua scheda. In Astarte non Ã¨ necessario descrivere per intero i trascorsi di un personaggio, ma Ã¨ fondamentale fornire agli altri giocatori gli strumenti per rapportarsi con il personaggio in questione. Le informazioni di background quindi, per quanto poche, devono comunque essere indizio di come il personaggio appare e si comporta. L&#8217;inserimento di poche informazioni Ã¨ di per sÃ© un&#8217;informazione: una scheda scarna di background male si addice ad un personaggio molto famoso o particolarmente espansivo.<br />
<strong>Campagna</strong>. In Astarte la campagna Ã¨ un ciclo narrativo che coinvolge i personaggi, ruotando attorno ad un argomento o ad una serie di argomenti centrali: Ã¨ una campagna la ricerca di un oggetto, come lo Ã¨ l&#8217;indagine attorno ad un mistero. Questo campo puÃ² contenere un indizio su ciÃ² che accadrÃ .<strong><br />
Caratteristica</strong>. Comunemente indica le particolaritÃ  fisiche o caratteriali attorno a cui ruota il sistema di gioco: in <em>Astarte </em>queste caratteristiche fondamentali sono i vizi capitali, che possono avere un punteggio positivo o negativo. Per una descrizione piÃ¹ approfondita, vedere la <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2010/quali-sono-i-passaggi-consigliati-per-crearsi-un-personaggio/">guida di creazione del personaggio</a>.<br />
<strong>Diceless</strong>. Senza dadi. Astarte Ã¨ un gioco in cui, nella prima fase, il successo o il fallimento di un&#8217;azione non Ã¨ determinata dalla sorte ma, in caso di indecisione, viene deciso dal master o dal giocatore successivo in turno. Facciamo l&#8217;esempio di un personaggio che decida di rubare l&#8217;orsacchiotto ad un altro personaggio mentre questo Ã¨ addormentato. Se il personaggio ladro Ã¨ un esperto in questo genere di attivitÃ  o se il personaggio bersaglio ha un sonno proverbialmente pesante, Ã¨ quasi automatico che il furto riuscirÃ : a meno di validi motivi, master e personaggio bersaglio sono costretti a proseguire la narrazione dichiarando il successo del personaggio ladro. In caso contrario, Ã¨ a loro discrezione consentire o meno il furto dell&#8217;orsacchiotto: la regola che dovrebbe sempre guidare nelle decisioni Ã¨ di restare focalizzati sulla narrazione. Se ai fini della campagna Ã¨ piÃ¹ interessante che il furto dell&#8217;orsacchiotto riesca, consigliamo naturalmente di consentirlo, anche se si tratta del <em>vostro</em> orsacchiotto.<br />
<strong>Giocata</strong>. Una singola azione del giocatore, paragonabile ad una frase o ad un paragrafo. L&#8217;azione generalmente dovrebbe essere compresa in un lasso di tempo entro il quale sia ragionevole che l&#8217;attenzione si rivolga ad un particolare personaggio anzichÃ© sugli altri: se un personaggio sta pensando, ad esempio, non Ã¨ ragionevole che pensi per cinque pagine prima che qualcuno gli domandi se si sente bene. In <em>Astarte</em> le giocate devono essere in terza persona e al presente, come se il giocatore stesse descrivendo da fuori in tempo reale azioni e pensieri del personaggio.<br />
<strong>Master</strong>. Se la campagna fosse un film, il master ne sarebbe il regista. In <em>Astarte</em>, il master non Ã¨ una voce narrante esterna, ma parla attraverso la voce di un suo personaggio e/o dei personaggi non giocanti. A differenza degli altri giocatori, il master non ha un turno da rispettare e puÃ² decidere di intervenire in qualunque momento del gioco.<br />
<strong>Personaggio giocante</strong>. Il soggetto delle giocate, uno dei protagonisti della campagna. I personaggi possono essere mossi in modo significativo solo dai rispettivi giocatori, ma non sono escluse piccole interferenze durante le giocate. [...]<br />
<strong>Personaggio non giocante</strong>. Un personaggio non principale, generalmente mosso dal master. In <em>Astarte</em>, anche i giocatori possono muovere personaggi non giocanti di loro creazione, su autorizzazione del master: i personaggi non giocanti, al contrario di quelli giocanti, sono in condivisione e volendo possono quindi essere mossi da piÃ¹ giocatori oltre che dal master.<br />
<strong>Punti esperienza</strong>. <em>Astarte</em> non usa il sistema dei punti esperienza come non usa quello dei livelli: per migliorare nell&#8217;uso di un talento Ã¨ necessario&#8230; applicarsi in quel talento. Studio e sperimentazione saranno quindi premiati dal master con avanzamenti mirati, ne consegue che l&#8217;etÃ  e le peculiaritÃ  caratteriali (i vizi) giocano un ruolo fondamentale nel miglioramento del personaggio.<br />
<strong>Punti ferita</strong>. <em>Astarte</em> non usa il sistema dei punti ferita. [...]<br />
<strong>Scheda</strong>. In <em>Astarte</em>, si definisce scheda ogni articolo descrittivo caricato nella parte descrittiva del sito, riferita ad un personaggio (sia giocante che non giocante), ad un luogo o ad un oggetto: <em>Astarte</em> Ã¨ un gioco di narrazione pura, per cui le informazioni inserite nelle schede devono seguire le stesse linee guida indicate nella voce <em>background</em>.<br />
<strong>Sessione</strong>. E&#8217; una singola giocata, con unitÃ  di tempo e di azione: se la campagna puÃ² essere paragonata a un libro, le sessioni ne sono i capitoli. Il regolamento di gioco prevede che le sessioni si svolgano tutte in un singolo<br />
<strong>Talento</strong>. Rappresenta la capacitÃ  di fare qualcosa, sia essa un potere derivante dal virus o qualcosa di semplice come guidare un&#8217;auto.<br />
<strong>Turno</strong>. <em>Astarte</em> Ã¨ un gioco on-line per il cui corretto funzionamento Ã¨ necessario seguire il concetto di turno: se inizia a narrare il personaggio A, seguito poi dai personaggi B e C, dopo C toccherÃ  di nuovo ad A e cosÃ¬ via. Il master non rispetta il turno: puÃ² narrare prima di A e, se necessario, intervenire dopo B per determinare il successo di un&#8217;azione o correggere una giocata.</p>
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		<title>** Ci sono gli estremi per denunciarvi tutti e chiudere il sito? **</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 19:42:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Noi speriamo di no, ma ci piacerebbe sentire lâ€™opinione di un legale. Astarte Ã¨ il nome â€œper gli amiciâ€ del progetto per unâ€™ambientazione horror-fantascientifica con velleitÃ  steampunk e una vena di umorismo inopportuno. Ci sono un vampiro, un licantropo, uno zombie e un fantasma, possono entrare in un bar, ma non necessariamente. Il tentativo Ã¨ [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Noi speriamo di no, ma ci piacerebbe sentire lâ€™opinione di un legale. <a href="../../scraps2" target="_blank"><em>Astarte</em></a> Ã¨ il nome â€œper gli amiciâ€ del progetto per unâ€™ambientazione horror-fantascientifica con velleitÃ  steampunk e una vena di umorismo inopportuno. Ci sono un vampiro, un licantropo, uno zombie e un fantasma, possono entrare in un bar, ma non necessariamente. Il tentativo Ã¨ quello di inserire in un quadro coerente i principali soggetti dello horror (avrÃ  poi lâ€™apostrofo?) usando il bieco stratagemma di ricondurli ad una causa comune: un <a href="../2009/virus/" target="_blank">virus</a>. Il setting corrente Ã¨ <a href="../2008/the-undead-guide-to-shanghai/" target="_blank">Shanghai</a>, tra poco meno di un secolo, e da poco meno di un secolo lâ€™esistenza degli â€œinfettiâ€ Ã¨ di pubblico dominio. Qualche avventista del settimo giorno si Ã¨ suicidato, una massa di europei Ã¨ diventata vegetariana per lo shock, i locali piÃ¹ trasgressivi hanno iniziato a servire cocktail â€œcorrettiâ€, ma nel complesso la cosa ha avuto meno impatto della crisi energetica del 2012 e della scoperta di una <a href="../21o6-2/" target="_blank">seconda luna</a> orbitante attorno alla Terra.</p>
<p>Questo blog Ã¨ la banca dati per schede e appunti vari: il gioco vero e proprio avviene su una piattaforma dedicata che consente la narrazione testuale in differita.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2010/off-game-la-terminologia-di-astarte/"><strong>Terminologia</strong></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Timeline dell&#8217;ambientazione</strong><br />
- <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2010/timeline-ii-millennio-d/"><span style="text-decoration: underline;">II millennio d.C.</span></a><br />
<strong><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2010/calendario-2106/"></a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2010/calendario-2106/">Calendario del 2106</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2010/cinque-risposte-a-un-appassionato-di-zombie/">FAQ &#8211; <em>zombie</em></a><br />
<a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2010/sett-risposte-a-un-appassionato-di-vampiri/">FAQ &#8211; <em>vampiri</em></a><br />
<a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2010/sett-risposte-a-un-appassionato-di-licantropi/">FAQ &#8211; <em>licantropi</em></a><br />
<a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2010/cinque-risposte-a-un-appassionato-di-fantasmi/">FAQ &#8211; <em>fantasmi</em></a></p>
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		<title>Voodoo haitiano</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 22:51:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il voodoo di Haiti Ã¨ una religione sincretica sviluppata nell&#8217;isola caraibica di Haiti, ma che trae le proprie origini dal Voodoo dell&#8217;Africa occidentale pur non essendo affatto scevro da contaminazioni cristiane. Il centro della religione consiste nella credenza che esistano vari Loa, divinitÃ  minori sottomesse a un BondyÃ¨ (Bon Dieu, buon Dio) disinteressato agli affari [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2527" href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/voodoo-haitiano/voodoohaitiano001/"><img class="alignnone size-full wp-image-2527" title="voodoohaitiano001" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/11/voodoohaitiano001.png" alt="voodoohaitiano001" width="250" height="250" /></a></p>
<p>Il voodoo di Haiti Ã¨ una religione sincretica sviluppata nell&#8217;isola caraibica di Haiti, ma che trae le proprie origini dal Voodoo dell&#8217;Africa occidentale pur non essendo affatto scevro da contaminazioni cristiane. Il centro della religione consiste nella credenza che esistano vari Loa, divinitÃ  minori sottomesse a un BondyÃ¨ (<em>Bon Dieu</em>, buon Dio) disinteressato agli affari umani, che devono essere pregati insieme agli antenati affinchÃ© proteggano dalla magia nera e allontanino il malocchio. Loa caratteristici del voodoo haitiano sono i Petro Loa, tradizionalmente originati ad Haiti durante la schiavitÃ¹: per evocarli, sono necessari riti differenti da quelli tradizionali, con l&#8217;uso di fruste, fischi e tamburi. Sono considerati spiriti &#8220;caldi&#8221;, al contrario di quelli tradizionali africani (Rada) che vengono definiti &#8220;freddi&#8221;. Una Petro Loa estremamente rispettata Ã¨ <strong>Erzulie Dantor</strong>, una dea guerriera dell&#8217;amore non dissimile da Astarte, cui vengono tradizionalmente sacrificati maiali neri e rum (spesso sovrapposta alla madonna nera di CzÄ™stochowa). La sua versione Rada Ã¨ <strong>Erzulie Freda</strong>, sposata al serpente bianco <strong>Damballa</strong> (cui si sacrifica un uovo su una montagna di farina), al loa del mare <strong>AgwÃ©</strong> e al dio del fuoco magico <strong>Ogoun</strong>, che si dice sia stato l&#8217;ispiratore della rivoluzione antischiavista di Haiti del 1804. Controparte di Erzulie Freda come Anat lo era di Astarte, Ã¨ <strong>Ayida-Weddo</strong>, dea dei serpenti e seconda sposa del serpente bianco Damballa: Ayida Ã¨ conosciuta come il serpente arcobaleno e anch&#8217;essa Ã¨ una dea della fertilitÃ , un archetipo della madre guerriera cosÃ¬ come <strong>Ayizan</strong> Ã¨ l&#8217;archetipo della mambo, della sacerdotessa. Insieme a suo marito <strong>Loco</strong>, sono loa della natura e della medicina,<br />
Altri Loa che ad Haiti assume accezione particolare Ã¨ <strong>Papa Legba</strong>, conoscitore di tute le lingue, ingannatore, messaggero del destino e guardiano dei crocicchi, Ã¨ colui che consente ogni tipo di comunicazione tra gli uomini (motivo per cui viene invocato all&#8217;inizio e alla fine di ogni rito) ed Ã¨ spesso sovrapposto con San Lazzaro. Particolare importanza riveste infine il <strong>Baron Samedi</strong>, padre della famiglia GuÃ©dÃ© di loa, ovvero i loa della morte. Il barone (il cui nome deriva dal francese per <em>barone sabato</em>) Ã¨ solitamente raffigurato con un cappello a cilindro e uno smoking bianco, ma spesso si mostra in atteggiamenti femminili ed Ã¨ noto per i suoi attributi di mutaforma: Ã¨ noto per il suo linguaggio scurrile ed il suo comportamento oltraggioso, uniti ad un amore per il rum e il tabacco. Viene invocato come ultimo rimedio quando le condizioi di un malato si fanno critiche, affinchÃ© non accetti il malcapitato nel suo regno e lo rimandi tra i vivi. In questo senso Ã¨ anche il loa della resurrezione, oltre che l&#8217;autore soprannaturale invocato quando si tratta di far risorgere i corpi dalla terra in forma di <em>zombie</em>. Sua manifestazione sardonica e faceta Ã¨ <strong>Baron la Croix</strong>. Sua moglie Ã¨ <strong>Maman Brigitte</strong>, protettrice dei cimiteri, per ingraziarsi i cui favori viene sacrificato il celebre gallo nero. Loro figlio adottivo, e condottiero delle schiere dei morti, Ã¨ <strong>Ghede Nibo</strong>, lo spirito di un giovane prematuramente morto di morte violenta che ora puÃ² essere ingraziato con sacrifici di caproni neri, zucche calabash, galli neri e tabacco: Ã¨ uno spirito lascivo ed Ã¨ noto per essere ispiratore di atti sessuali e malsanitÃ , oltre ad essere la voce attraverso cui parlano i morti che non hanno ancora trovato pace. In ultimo, da citare alcuni loa notturni particolarmente venerati: <strong>Kalfu</strong>, o Carrefour, loa della luna e della magia nera spesso associato ai diavoli e a Satana; la crudele <strong>Marinette</strong>, raffigurata dalla civetta e ritenuta essere la mambo che, sacrificando un maiale nero, diede inizio alla rivoluzione di Haiti; l&#8217;emofobo e deforme <strong>Sousson-Pannan</strong>.<br />
I loa vengono evocati tramite danze, canti rituali, sacrifici di animali e di <em>paket kongo</em>, ingredienti magici organici avvolti in tela e chiusi da nastri e piume: questi involti possono assumere forma umana (le famose bambole) e vengono posizionati sugli altari durante le cerimonie, o appesi nelle case a protezione.<br />
Tra i libri che trattano il voodoo haitiano, il piÃ¹ noto Ã¨ forse <em>Il Serpente e l&#8217;Arcobaleno</em>, scritto nel 1985 dall&#8217;etnobotanico Wade Davis, che analizza alcuni degli elementi erboristici presenti nei riti voodoo e in particolare in quello della creazione di zombie. Secondo la sua teoria, il processo di creazione degli zombie sarebbe da ricondursi alla somministrazione di una piccola dose di veleno di pesce palla unito a sedativi e allucinogeni, che causano uno stato simile alla morte seguito dalla caratteristica scoordinazione e violenta frenesia. Questo studio fu il primo a diffondere su larga scala la base organica delle pratiche magiche voodoo, piÃ¹ simili alla magia praticata dalle streghe di campagna inglesi nel XVII secolo che alle pratiche spiritiche e magiche degli esper moderni. In questo senso, un successivo studio chiamato <em>Il Serpente, il fungo e Maman Brigitte</em>, del 1999, ha ipotizzato che le pratiche voodoo si fondino principalmente su una disciplina esercitabile dai mutaforma e chiamata <em>influenza simpatetica imitativa</em>: tramite l&#8217;uso di sostanze catalizzanti, viene creato un legame tra la persona o la situazione ed un feticcio fisico, che diviene cosÃ¬ influenzabile a beneficio (o maleficio) del bersaglio. Secondo altri, tale influenza sarebbe esercitata esclusivamente a livello spirituale o psicologico e necessiterebbe quindi un potere di natura esper a catalizzatore. L&#8217;ipotesi piÃ¹ probabile Ã¨ che le pratiche voodoo, come spesso accade, possono essere catalizzate da entrambe le manifestazioni dell&#8217;immortalitÃ .<br />
La lingua in cui vengono effettuate le cerimonie Ã¨ il <em>Langay</em>, un misto di francese, creolo e Wolof: tuttavia, gli spiriti posseduti parlano a volte un linguaggio creolo a base inglese, o l&#8217;antica lingua <em>kromanti</em> africana laddove siano particolarmente antichi. Il kromanti Ã¨ anche utilizzato dai membri delle <em>sectes rouge</em>, sette di stregoni adoratori di Baron Samedi e Carrefour, tradizionalmente dediti al cannibalismo. E&#8217; tradizione ritenere che durante le loro riunioni catturino un <em>capretto senza corna</em> (un uomo) e, dopo averlo sottoposto ad una serie di domande tramite oscure parafrasi, decidono se ucciderlo e nutrirsene o se arruolarlo nelle loro fila. Nel caso avvenga l&#8217;iniziazione, al nuovo arrivato viene fatto bere del sangue umano mescolato a sangue di animale, e gli viene chiesto di portare in sacrificio una vittima. Attualmente, la regina dei Bizango Ã¨ una esper notturna che si fa chiamare <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2010/amarant/"><em>Baronne Amarant</em></a>, creatrice di <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/Sugar"><strong>Lai &#8220;Sugar&#8221; Choi San</strong></a> a Shanghai. La mambo Ã¨ divenuta anche regina voodoo di New Orleans, dopo un colpo di mano nel 2005, e di fatto detiene nelle sue mani la totalitÃ  del potere nel golfo del Messico.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/2010/amarant/"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-901" title="amarant003" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/11/amarant003-150x150.png" alt="amarant003" width="150" height="150" /></a> <a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/2009/candystripes/"><img class="size-full wp-image-272 aligncenter" title="Candystripes" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/02/candystripes003.png" alt="Candystripes" width="250" height="250" /></a></p>
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		<title>Vicissitudine</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 15:27:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2541" href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/vicissitudine/vicissitudine002/"><img class="alignnone size-full wp-image-2541" title="vicissitudine002" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/03/vicissitudine002.png" alt="vicissitudine002" width="250" height="250" /></a></p>
<p>Il termine <em>vicissitudine</em>, utilizzato in tempi moderni per indicare una traversia o una disavventura, deriva dal latino <em>vicis</em> (cambio) con l&#8217;aggiunta del suffisso <em>-tudo</em> che lo sostantiva, indicando quindi cambiamento, mutamento. Il concetto aveva una grande rilevanza nella cultura classica, dalle numerose trasformazioni operate da <strong>Astarte</strong> in alcune versioni del mito fino alla letteratura greca (bastino le <em>Metamorfosi</em> di Ovidio): le religioni misteriche, da molti considerate l&#8217;espressione della religiositÃ  classica piÃ¹ vicino alla traccia lasciata dagli infetti notturni nella cultura del bacino mediterraneo, trattano continuativamente il tema della metamorfosi, fino a farne il nocciolo delle loro rivelazioni e il centro della loro filosofia.</p>
<p>Secondo Teone di Smirne, le fasi dell&#8217;iniziazione ai misteri corrisponderebbero le fasi del contagio, creando un forte legame tra i due fenomeni.<br />
Queste le quattro fasi che il filosofo individua nella versione piÃ¹ comune dell&#8217;<em>Introduzione matematica a Platone</em>:<br />
- una <strong>purificazione</strong> preliminare ottenuta attraverso varie forme di penitenza e astensione;<br />
- l&#8217;<strong>iniziazione</strong> vera e propria, generalmente un rito celebrato dal sacerdote durante il quale avviene l&#8217;unione mistica dell&#8217;adepto con il dio e la conseguente rinascita: questa fase Ã¨ posta in diretta sequenzialitÃ  con la precedente astensione e non di rado culmina in un cosiddetto banchetto sacro, successivo ad un&#8217;esperienza in cui piacere e terrore si mescolano in uguale misura;<br />
- due fasi di <strong>rivelazione</strong>, di coscienza, di grado progressivamente piÃ¹ profondo fino a giungere alla veritÃ ;<br />
- il <strong>sacerdozio</strong>, ovvero la piena coscienza del proprio status e della veritÃ , che consente di investire nuovi accoliti.</p>
<p>Tra le cerimonie di cui Ã¨ pervenuta notizia, molte presentano stretti legami con la carne e con il sangue, con la morte e la rinascita (quasi tutte le figure al centro dei misteri muoiono e ritornano alla vita in un nuovo stato di coscienza, anche se non rinascono mai completamente). Si veda ad esempio il <em>taurobolium</em>, cerimonia in onore della Grande Madre durante la quale il neo accolito veniva inondato del sangue di un toro sgozzato sopra di lui, o i supposti sacrifici umani nell&#8217;ambito del culto di Mithra, l&#8217;accenno all&#8217;infanticidio negli <em>Idilli</em> di Teocrito, o ancora le cruente mattanze con consumazione di carne cruda in onore di Dioniso Omadio.</p>
<p>Proveniente dall&#8217;Asia Minore secondo alcuni, completamente greco secondo altri, il culto di Dioniso Ã¨ profondamente legato a temi di morte e rinascita, di carne e di sangue, di nutrimento e di trasformazione. Prima prova ne Ã¨ il mito stesso della nascita del dio, nella sua versione piÃ¹ complessa tramandata dagli orfici: la prima forma del dio sarebbe stata infatti quella di <strong>Dioniso Zagreo</strong>, generato dalla violenza di Zeus in forma di serpente sulla figlia <strong>Persefone</strong>, dea degli inferi e a sua volta frutto dell&#8217;unione incestuosa tra Zeus e sua madre Rea da quel momento chiamata Demetra. Il giovane Dioniso cosÃ¬ generato rappresenta una pedina importante nella lotta tra dei e titani, tra la vecchia e la nuova era: i titani avvicinano cosÃ¬ il bambino e tentano di adescarlo con doni che diventeranno poi oggetti sacri dei misteri orfici (la trottola, il rombo, la palla, lo specchio, l&#8217;astragalo). Il dio tenta di sfuggire trasformandosi in vari animali, ma i titani lo raggiungono ugualmente e, sorprendendolo in forma di toro, lo fanno a pezzi e se ne cibano. La dea Atena, intervenuta, riesce a salvare solo il cuore del bambino e lo riporta al padre, che se ne ciba. Le ossa di Dioniso Zagreo vengono sepolte a Delfi e dalle ceneri dei titani fulminati nasce l&#8217;uomo. E&#8217; a questo punto che il mistero orfico si raccorda con la versione tradizionale del mito: il dio del cielo genera un nuovo Dioniso con la mortale Semele (o <strong>Selene</strong> secondo alcuni), che muore a metÃ  della gravidanza per aver visto la vera forma di Zeus. Il dio allora porta a compimento personalmente la gestazione del piccolo Dioniso nascondendolo nella propria coscia.<br />
Nel sistema dei <em>Tarocchi di Thoth</em>, Dioniso Zagreo viene identificato con il primo degli arcani maggiori, il <em>Matto</em>, e ai misteri dionisiaci Ã¨ legata la <em>Regina di Bastoni</em>, che <strong>Lady Frieda Harris</strong> raffigura con i suoi attributi. La carta simbolo della trasformazione Ã¨ tuttavia il due di dischi, che non a caso reca il serpente tra due pentacoli. Il motivo per cui l&#8217;infezione notturna veniva associata ai serpenti Ã¨ stato a lungo dibattuto: secondo alcuni, la chiave della questione sarebbe proprio la vicissitudine, la trasformazione, per via dell&#8217;abitudine del serpente di mutare la pelle. Secondo altri, la ragione sarebbe da ricercarsi nel motivo del morso e del <span style="text-decoration: underline;">veleno</span>, oltre che nel particolare metabolismo e nel sangue freddo.</p>
<p>L&#8217;apparato mitologico attorno ad Astarte e alle sue successive proiezioni, da Inanna a Iside a Seshat, sviscera sorprendentemente quasi tutte le differenti combinazioni della trasformazione: capacitÃ  di trasformarsi in animale o di comprenderne il linguaggio, capacitÃ  di mutare di stato (trasformarsi in nebbia e in nuvola, in acqua e in sangue o in <span style="text-decoration: underline;">vino</span>, invulnerabilitÃ  alle armi e rigenerazione, capacitÃ  di muoversi attraverso i piani dell&#8217;esistenza.</p>
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		<title>Voce</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 15:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel gergo medico, si definisce voce il suono prodotto dalle corde vocali di un essere umano, mentre difficilmente si usa lo stesso termine per i suoni prodotti da un animale. Alcuni pensatori hanno individuato nella voce il tratto distintivo della specie umana rispetto a tutte le altre specie: nel 1801, l&#8217;analisi sul linguaggio animale ad [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-336" href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/voce/voce001/"><img class="alignnone size-full wp-image-336" title="voce001" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/02/voce001.png" alt="voce001" width="250" height="250" /></a></p>
<p>Nel gergo medico, si definisce voce il suono prodotto dalle corde vocali di un essere umano, mentre difficilmente si usa lo stesso termine per i suoni prodotti da un animale. Alcuni pensatori hanno individuato nella voce il tratto distintivo della specie umana rispetto a tutte le altre specie: nel 1801, l&#8217;analisi sul linguaggio animale ad opera di <strong>Jean-Baptiste Lamarck</strong> e della cosiddetta congregazione di Amiens ha dimostrato la scarsa fondatezza di questa teoria. Fino ad allora, i vampiri in grado di comprendere e parlare il linguaggio degli animali fossero scarsissimi. Ad oggi, si stima che il 30% dei vampiri mutaforma &#8211; che a loro volta costituiscono appena il 15% della popolazione degli immortali notturni &#8211; sia in grado di declinare e comprendere il linguaggio di almeno una specie animale.</p>
<p>Nella tradizione degli <strong>esper</strong>, invece, la voce ha avuto da sempre un ruolo primario nella formulazione dei cosiddetti incantesimi, al punto che alcuni trattati ritengono sia possibile privare un esper della possibilitÃ  di esercitare le sue facoltÃ  privandolo della voce. Gli esperimenti sull&#8217;elettromagnetismo ad opera di Nicholas Tesla e Balthazar KonstantinoviÄ hanno dimostrato l&#8217;indipendenza dei poteri elettromagnetici da qualunque tipo di movimento fisico, ma l&#8217;idea di una relazione tra magia e voce Ã¨ rimasta.<br />
Tra i testi piÃ¹ antichi, vengono ricondotti all&#8217;accademia di Astarte gli <em>Hittite ritual text</em> (raccolti da Hemmanuel Laroche nel suo <em>Hittite Texts </em>del 1971). Di area settentrionale sono invece i <em>Carmina Gandelica</em>, raccolti dall&#8217;antropologo amatoriale Alexander Carmichael tra il 1855 e il 1910: lo studio di questi testi ha portato ad ipotizzare una massiccia presenza di infetti notturni e in particolare di esper nella zona delle isole britanniche, la cui prima comparsa viene generalmene ricondotta ai primi contatti con l&#8217;esercito romano. Questi libri, successivamente chiamati <em>Grimori</em>, a partire dal medioevo iniziarono a contenere non solo incantesimi verbali, ma anche formule di alchimia e fisica, e vengono tutt&#8217;ora tenuti in alta considerazione da alcune confraternite di esper. Di compilazione britannica sono il <em>Libro di Abramelino</em>, poi adottato dalla dottrina telemasca, e <em>The Emerald Coin</em> che la tradizione vuole compilato da una giovane Anne Boleyn durante il suo soggiorno francese.</p>
<p><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/02/voce001.png" alt="" align="cssRight" />Paradossalmente, il potere che gli esper hanno a lungo attribuito alla voce Ã¨ piÃ¹ vicino a ciÃ² che Ã¨ nel ventaglio di possibilitÃ  di un <strong>mutaforma</strong>. Oltre ai ben noti usi della voce come dispositivo <em>sonar</em>, e quindi come senso aggiuntivo, Ã¨ stata a lungo ipotizzata la possibilitÃ  di modificare le proprie corde vocali in modo da produrre onde sonore su una frequenza ipnotica. Da questa capacitÃ  deriverebbero i vari miti sul canto ammaliante delle sirene e delle ninfe, sugli incantesimi delle streghe e sui canti ipnotici dei geni del deserto.</p>
<p>L&#8217;artista Frantisek Kupka, dopo essere venuto a contatto con il gruppo di infetti gravitanti attorno al <em>Moulin Rouge</em> e a <strong>Touluse Lautrec</strong> (1895), compose alcune opere sulla relazione tra voce e morte. Il piÃ¹ famoso di questi, noto anche per aver ispirato <strong>Francis Ford Coppola</strong> per il castello del suo <em>Dracula</em>, Ã¨ <em>L&#8217;idolo nero</em> della serie <em>Voci dal silenzio</em> (1903).</p>
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		<title>Vino</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 21:24:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La connessione tra vino e sangue ha radici antiche, non interamente imputabili al colore, e altrettanto diretto Ã¨ il suo filo con il potere e la resurrezione, oltre che con l&#8217;ebbrezza quale strumento di connessione al divino. Nell&#8217;Egitto predinastico, il vino era talmente raro da essere considerato una bevanda solo per la famiglia reale durante [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2553" href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/vino/vino005/"><img class="alignnone size-full wp-image-2553" title="vino005" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/02/vino005.png" alt="vino005" width="250" height="250" /></a></p>
<p>La connessione tra vino e sangue ha radici antiche, non interamente imputabili al colore, e altrettanto diretto Ã¨ il suo filo con il potere e la resurrezione, oltre che con l&#8217;ebbrezza quale strumento di connessione al divino. Nell&#8217;Egitto predinastico, il vino era talmente raro da essere considerato una bevanda solo per la famiglia reale durante il suo viaggio ultraterreno, mentre gli etruschi usavano la bevanda, insieme alla danza e alla musica dei flauti, per onorare i morti. Erano diffuse pratiche misteriche in onore di <strong>Fufluns</strong>, il dio del vino: questi riti non sarebbero stati molto diversi da quelli celebrati nei piÃ¹ celebri misteri dionisiaci.</p>
<p>Proprio in relazione al vino, e al suo uso o rifiuto nei culti misterici, <strong>Armand Delatte</strong> nel <em>Essai sur la sociologie dionysiaque</em> suddivide i culti in <em>nÃ©crophile</em> e <em>nÃ©crophobique</em>. In particolare Ã¨ interessante la sua posizione riguardo al ciceone, bevanda a base di orzo che interrompeva il digiuno rituale durante la celebrazione dei misteri eleusini. Secondo il mito di <strong>Demetra</strong>, la regina Metanira di Eleusi avrebbe offerto alla dea una coppa di vino mielato ma lei avrebbe rifiutato, perchÃ© Â«non le era lecito &#8211; disse &#8211; bere il rosso vinoÂ». La bevanda rituale Ã¨ quindi una miscela di acqua e orzo, mescolato con malva (le cui proprietÃ  depuratrici del sangue sono ben note), e il vino Ã¨ considerato bandito dalla dieta degli iniziati ai misteri eleusini.</p>
<p>A partire da questa peculiaritÃ  rituale, lo studioso analizza vari aspetti di Demetra e Kore (Proserpina), arrivando a definirlo Â«un mistero di Stato con finalitÃ  propagandistiche, atto a fornire ai cittadini un&#8217;alternativa piÃ¹ sicura ma altrettanto coinvolgente ai dilaganti culti di morte e <span style="text-decoration: underline;">vicissitudine</span>Â». Concorderebbero ad avallare questa teoria alcune caratteristiche di gestione e diffusione del culto sul piano socio-politico: il culto eleusino veniva gestito da un corpo sacerdotale di estrazione borghese e le celebrazioni si svolgevano sotto il controllo diretto dei ministri statali. Non a caso, non ebbe alcuna difficoltÃ  a inserirsi tra i culti celebrati a Roma, e insieme a quello di <span style="text-decoration: underline;">Vesta</span> fu tra gli ultimi culti a venire banditi con l&#8217;arrivo del cristianesimo. E proprio il <strong>cristianesimo</strong>, che si configura per molti versi come una religione misterica, porta avanti il legame tra il vino ed il sangue.</p>
<p>Tuttavia il vino ha una forte connessione anche con la morte e la trasformazione. E&#8217; vino quello che <strong>Circe</strong> offre alla ciurma di Ulisse, trasformando gli uomini in animali al suo servizio, e sempre vino viene usato per stordire <strong>Polifemo</strong>. Com&#8217;Ã¨ noto, le sostanze che causano l&#8217;ebbrezza non si legano al sangue di un infetto, sia diurno o notturno, se assunte per via canonica: tuttavia, un vampiro puÃ² essere influenzato dallo stato in cui si trova il sangue di cui si nutre. Questa proprietÃ  dell&#8217;ebbrezza di trasferirsi da persona a persona, come si credeva facesse la coscienza di un immortale particolarmente potente attraverso il sangue, secondo alcuni Ã¨ la causa principale del filo diretto tra vino e sangue.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/02/wine-001.jpg"><img class="size-medium wp-image-1690 aligncenter" title="wine-001" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/02/wine-001-225x300.jpg" alt="wine-001" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Dopo il 2012, con la pubblicazione delle ricerche sul virus di Trelawney e degli studi sociologici su licantropia e vampirismo, il mercato del vino ha conosciuto un revival di etichette giÃ  in commercio ma poco note, oltre ad un proliferare di nuove cantine che hanno dichiarato di aggiungere all&#8217;uva pigiata proprio quella sostanza di cui gli immortali hanno bisogno per godere a pieno di questo popolarissimo nettare. La ricezione di questa campagna di marketing da parte dell&#8217;opinione pubblica Ã¨ stato un fenomeno che l&#8217;universitÃ  di Kansas City ha definito un inedito nella storia della pubblicitÃ : da un lato il target designato ha reagito con sospetto e aggressivitÃ , complici teorie del complotto e leggende metropolitane, mentre i prodotti hanno riscosso stupefacente popolaritÃ  negli ambienti punk e dark, con la naturale conseguenza di renderli ancora piÃ¹ impopolari presso gli immortali piÃ¹ conservatori. Maggiore successo ha riscosso la seconda ondata di vini &#8220;addizionati&#8221;, che hanno proposto un&#8217;immagine piÃ¹ scanzonata ad un mercato che i tempi avevano reso piÃ¹ maturo e ricettivo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1693" title="red-wine-001" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/02/red-wine-001-179x300.jpg" alt="red-wine-001" width="179" height="300" /></p>
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		<title>Venere</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 16:23:51 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2559" href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/venere/venere001/"><img class="alignnone size-full wp-image-2559" title="venere001" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/02/venere001.png" alt="venere001" width="250" height="250" /></a></p>
<p>Secondo <strong>pianeta</strong> del sistema solare in ordine di distanza dal sole, Ã¨ identificato dall&#8217;astrologia occidentale con la dea romana dell&#8217;amore, con l&#8217;acquamarina e con il colore azzurro: il suo legame con la sfera femminile Ã¨ tale che il suo simbolo astrologico Ã¨ proprio quello utilizzato per indicare il gentil sesso (â™€). L&#8217;<strong>astrologia cinese</strong>, al contrario, le associa il colore bianco, il colore dei morti, e la stagione autunnale, quando Ã¨ maggiormente visibile come stella vespertina.<strong></strong></p>
<p><strong>Aleister Crowley</strong> associa a Venere l&#8217;arcano maggiore dell&#8217;<strong>Imperatrice</strong>, la Grande Madre cinta di Zodiaco ed ammantata dei simboli della terra: amore, bellezza, felicitÃ , piacere, successo, feconditÃ  e grazia, eleganza e gentilezza, ma anche carnalitÃ  e dissipazione se rovesciata. Il pianeta Venere, sorgendo nei diversi segni, si associa anche a numerosi arcani minori: il <strong>quattro di bastoni</strong>, sotto il segno dell&#8217;Ariete e della Gentilezza (Chesed), raffigura il compimento; il <strong>due di coppe</strong>, sotto il segno del Cancro e della Saggezza (Chokhmah), amore per antonomasia; il <strong>sette di coppe</strong>, sotto il segno dello Scorpione e della <span style="text-decoration: underline;">Vittoria</span> (Netzach), associato alla dissolutezza; il <strong>cinque di spade</strong>, sotto il segno dell&#8217;Acquario e della SeveritÃ  (Geburah), specchio della disfatta; il <strong>nove di dischi</strong>, nella <span style="text-decoration: underline;">Vergine</span>.</p>
<p>Il pianeta Ã¨ uno degli oggetti piÃ¹ luminosi del nostro cielo, il primo a comparire dopo il tramonto e l&#8217;ultimo a spegnersi all&#8217;alba,ed Ã¨ quindi stato oggetto di studi dai tempi piÃ¹ antichi benchÃ© spesso equivocato per stella o suddiviso in due corpi celesti distinti. La prima testimonianza Ã¨ costituita dalla cosiddetta <strong><em>Tavoletta di Venere di Ammisaduqa</em></strong>, rinvenuta a Ninive e da alcuni ricondotta alla biblioteca di Astarte ad Erech: risale al VII secolo a.C. ma tiene traccia di osservazioni precedenti, fatte risalire almeno all&#8217;EtÃ  del Bronzo, riguardo al comportamento della <em>Stella del Mattino</em> e della <em>Stella della Sera</em>. Fu decifrata per la prima volta nel 1912 da Franz Xavier Kugler ed Ã¨ conservata al British Museum.<br />
I Babilonesi chiamavano la stella <strong>Ishtar</strong> (Inanna, ovvero Astarte) e avevano compreso che si trattasse del medesimo corpo al sorgere e al tramontare del Sole: gli Egiziani, al contrario, la chiamavano <em>Tioumoutiri</em> al mattino e <em>Ouaiti</em> alla sera, e tramandarono questa loro convinzione ai Greci che nominarono la stella <em>Phosphorus</em> e <em>Hesperus</em>, entrambi figli di Eos e fratelli dei <span style="text-decoration: underline;">venti</span>. L&#8217;identificazione con la dea Afrodite Ã¨ successiva a quella romana con la controparte Venere, e quindi di epoca tardo-ellenistica: Ã¨ da ricondurre ad un&#8217;influenza fenicia e quindi nuovamente alla tradizione di associare il corpo celeste ad Astarte (la <em>Venus Victrix</em>, Venere Vittoriosa, era appunto una Grande Madre guerriera molto simile ad Astarte). In ultimo, la tradizione ebraica usa i termini <em>Noga</em> (scintillante), <em>Helel</em> (brillante), <em>Ayeleth-ha-Shahar</em> (cervo dell&#8217;alba) e <em>Kohav-ha-&#8217;Erev</em> (stella della sera): un altro dei suoi nomi Ã¨ Lucifero, successivamente il demonio perciÃ² detto anche &#8220;stella del mattino&#8221; (da John Milton, ad esempio). Venere Ã¨ anche alla base del calendario Maya.</p>
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		<title>Vacca</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 19:07:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2563" href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/vacca/vacca001/"><img class="alignnone size-full wp-image-2563" title="vacca001" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/01/vacca001.png" alt="vacca001" width="250" height="250" /></a></p>
<p>Nome attribuito alla femmina adulta di bovino: entrato nell&#8217;uso comune con accezione dispregiativa, nell&#8217;antichitÃ  era tra i simboli positivi per eccellenza, legata al mondo lunare e alla femminilitÃ . Nella mitologia egizia, la vacca era una delle forme sotto cui si manifestavano <strong>Iside</strong>, derivazione magica del culto di <strong>Astarte</strong>, e la dea madre celeste <strong>Nut</strong>, chiamata in questi casi <strong>Mehetueret</strong>, la vacca celeste appunto. Le vacche sacre della dea erano dette <em>zentet</em> e nel <em>Libro dei Morti</em> vengono invocate appunto sette vacche e un toro perchÃ© provvedano a fornire cibo per il defunto durante la sua trasfigurazione. Non Ã¨ il solo caso in cui viene creata una stretta connessione tra la resurrezione del defunto e questo tipo di animale: durante le cerimonie iniziatiche del culto di <strong>Cibele</strong>, l&#8217;iniziando veniva chiuso in una fossa e irrorato del sangue di un toro sgozzato sopra di lui, durante una cerimonia chiamata <em>taurobolium</em>. Sempre nell&#8217;antico Egitto, di una vacca Ã¨ figlio il dio della morte <strong>Anubi </strong>e su una lettiga a forma di vacca venivano deposti i morti durante i funerali, la vacca chiudeva il cerchio tra il cielo e il mondo degli inferi, garantendo la rinascita.</p>
<p>Nei tempi moderni, a <strong>Chicago </strong>vi Ã¨ l&#8217;usanza di considerare le vacche segno di malaugurio, per via della leggenda secondo la quale il famoso incendio di Chicago, durante il quale quasi tutta la popolazione degli immortali venne distrutta, fu causata dal calcio di una mucca ad una lampada a kerosene. La lggenda si riconduce al giornalista mortale Michael Ahern, che nel 1893 ammise di aver inventato l&#8217;aneddoto per aggiungere colore all&#8217;evento.<br />
L&#8217;utilizzo di questo termine per indicare le prede mortali di un emofago Ã¨ per lo piÃ¹ legato a certe sacche di sottocultura americana.</p>
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		<title>VoracitÃ </title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 18:03:51 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2572" href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/voracita/voracita002/"><img class="alignnone size-full wp-image-2572" title="voracita002" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/01/voracita002.png" alt="voracita002" width="250" height="250" /></a></p>
<p>Dal latino <em>voro</em>, divorare, il termine voracitÃ  Ã¨ essenzialmente legato alla sfera dell&#8217;alimentazione e per traslazione alla sfera cosmica, quando il termine Ã¨ attribuito al fuoco o quando ne viene fatta derivare l&#8217;espressione <em>voragine</em>. Secondo alcuni studiosi di semiotica e antropologia, la relazione etimologica tra voracitÃ  e voragine, tra la sfera dell&#8217;alimentazione e quella dell&#8217;abisso infernale, non Ã¨ casuale: non sarebbe un caso da sottovalutare infatti che molti oltretomba siano concepiti come voragini, dal <strong>Tartaro</strong> in cui Zeus aveva confinato in eterno i Titani, talmente profondo che secondo Plinio un&#8217;incudine lasciata cadere avrebbe impiegato nove notti a toccarne il fondo, alla profonda voragine dell&#8217;<strong>Averno</strong>, ingresso degli inferi, dall&#8217;<strong>inferno dantesco</strong> al dominio di <strong>Seth</strong>, sorta di inferno contrapposto al regno di Iside e Osiride, dove regna la tenebra e imperversano i demoni, fino al regno della dea nordica <strong>Hel</strong>, figlia di Loki e della piÃ¹ temibile delle furie, madre di tutte le malattie e sorella del lupo e del serpente.<br />
Ed Ã¨ proprio con il serpente si stabilisce, in relazione alla voracitÃ  e all&#8217;oltretomba, una relazione quasi univoca come quella tra il lupo e il mutaforma diurno. Nelle culture mediorientali e successivamente in quella greco-romana, Ã¨ costante la presnza di un filo che lega la donna al serpente e questa coppia al binomio sottosuolo-morte: <strong>Euridice</strong>, personaggio chiave dei misteri orfici, muore dopo essere stata morsa da un serpente, e sempre sui serpenti esercita il suo dominio la dea cretese della luna e dei terremoti, la accadica <strong>Tiamat</strong> Ã¨ dea infernale dei serpenti e il suo nome significa appunto &#8220;voragine&#8221;, <strong>Lilith</strong> viene trasformata in serpente e proprio da un serpente viene tentata <strong>Eva</strong> (creando una fortunata associazione serpente-demonio).</p>
<p>Da un punto di vista scientifico, il bisogno umano di nutrimento viene amplificato negli infetti, fino a portare a gravi scompensi psicofisici e, in alcuni casi, a reazioni violente compulsive o alla stasi dell&#8217;organism0. Nella <strong>necrosi degenerativa africana</strong>, il bisogno compulsivo di carne cruda che sostenga l&#8217;infezione e diffonda il contagio Ã¨ l&#8217;unico motore della coscienza e costituisce il massimo stadio conosciuto di voracitÃ . Nei <strong>mutaforma diurni</strong>, lo stesso bisogno Ã¨ razionalizzato e tenuto sotto controllo dalle funzioni superiori del sistema nervoso centrale e solo se non soddisfatta si traduce in manifestazioni aggressive e incontrollate: il massimo periodo di astinenza Ã¨ comunemente considerato di 40-45 giorni, come il ciclo lunare. Nel <strong>ceppo notturno</strong>, si manifesta un analoga necessitÃ  nei confronti delle sostanze contenute nel sangue, che costituiscono la chiave del metabolismo e senza le quali non Ã¨ possibile assimilare nessuna altra sostanza nutritiva da altri cibi (al contrario dei mutaforma diurni, che nella tolleranza dei 40 giorni possono trarre sostegno altrove): proprio a causa di questa fondamentale differenza, la durata massima dell&#8217;astinenza per gli immortali notturni Ã¨ molto piÃ¹ corta e al termine di essa si manifesta una fase di bisogno ossessivo-compulsivo che puÃ² o non puÃ² tradursi in manifestazioni di violenza incontrollata a seconda dell&#8217;individuo. Quando l&#8217;organismo raggiunge il suo massimo livello di astinenza, cade in uno stato di coma vegetativo durante il quale puÃ² o non puÃ², a seconda della gravitÃ , essere cosciente (lo stesso <em>status</em> in cui cade quando il cuore viene distrutto o inabilitato a funzionare).</p>
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		<title>Vento</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 16:51:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si definisce vento un movimento orizzontale compatto d&#8217;aria spesso provvisto di caratteristiche geografiche e stagionali precise. La facoltÃ  degli esper di controllare gli agenti atmosferici attraverso l&#8217;applicazione di forze elettromagnetiche coinvolge naturalmente anche il controllo dei venti: l&#8217;intensitÃ  e la scala del fenomeno suscitato dipendono, secondo la maggior parte degli studiosi, dalla quantitÃ  di energie [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2576" href="https://astarte-2106.org/scraps2/2009/vento/vento001/"><img class="alignnone size-full wp-image-2576" title="vento001" src="https://astarte-2106.org/scraps2/wp-content/uploads/2009/01/vento001.png" alt="vento001" width="250" height="250" /></a></p>
<p>Si definisce vento un movimento orizzontale compatto d&#8217;aria spesso provvisto di caratteristiche geografiche e stagionali precise. La facoltÃ  degli <strong>esper</strong> di controllare gli agenti atmosferici attraverso l&#8217;applicazione di forze elettromagnetiche coinvolge naturalmente anche il controllo dei venti: l&#8217;intensitÃ  e la scala del fenomeno suscitato dipendono, secondo la maggior parte degli studiosi, dalla quantitÃ  di energie profuse e dal livello di controllo. Secondo alcuni studiosi, la <strong>Torre dei Venti di Atene</strong> &#8211; costruita nell&#8217;agorÃ  romana da Andronico di Cirro nel 50 a.C., sarebbe stata una delle prime stazioni di sperimentazione e osservazione dell&#8217;influsso esercitabile sugli agenti atmosferici dai poteri della mente: all&#8217;influsso di un esper sono attribuiti nell&#8217;antichitÃ  i venti che distrussero la flotta persiana di Serse alle porte di Atene e la tempesta che impedÃ¬ all&#8217;ateniese Carete di prendere Samo nella <strong>battaglia di Embata</strong>. In tempi piÃ¹ recenti, viene attribuita all&#8217;influenza di un immortale la tempesta che distrusse l&#8217;<em>Invencibile Armada</em> di Filippo II, salvando l&#8217;Inghilterra di Elisabetta dall&#8217;invasione spagnola.<br />
Nell&#8217;antichitÃ  come nei tempi moderni, ai venti venivano attribuiti nomi e caratterizzazioni, oltre che connotato di messaggeri e di collegamento con le sfere ultraterrene. Lilith era un demone femminile dei venti presso i sumeri, cosÃ¬ come <strong>Ishtar</strong> e <strong>Inanna</strong> erano dee dei venti, il dio egizio dell&#8217;ombra <strong>Set</strong> era anche dio delle tempeste, cosÃ¬ come <strong>Iside</strong> veniva raffigurata con attributi che la collegavano ai venti. Quest&#8217;ultima era tuttavia matrona di una natura addomesticata, soggetta alle regole della civile convivenza impartite dal marito Osiride, e per questo piÃ¹ simile alla greca Demetra cui i misteri l&#8217;avrebbero successivamente assimilata: alcuni studiosi sottolineano questa differenza come una chiave dei misteri isiaci, a significare il dominio razionale dei poteri della mente sulla forza della natura.<br />
La <strong>mitologia greca</strong> collega vento e immortalitÃ  in piÃ¹ punti, non ultimo  attraverso <strong>Eos</strong>: dea dell&#8217;alba e sorella di Eolo, amava Ganimede che le fu strappato da Zeus quando il re degli dei decise di farne il suo coppiere sull&#8217;Olimpo. Come ricompensa per il torto subito, Eos chiese allora l&#8217;immortalitÃ  per il pescatore <strong>Titone</strong> che vedeva in mare ogni mattina: la dea dimenticÃ² tuttavia di chiedere anche l&#8217;eterna giovinezza, e Titone divenne sempre piÃ¹ vecchio fino ad iniziare una lenta cancrena. Gli dei allora ebbero pietÃ  di lui e lo trasformarono in cicala. Secondo alcuni studiosi, uno dei misteri orfici sarebbe stato legato alla <span style="text-decoration: underline;">vicissitudine</span> di Titone, di Eos e dei loro figli, alcuni dei quali anch&#8217;essi connessi alle tenebre e all&#8217;immortalitÃ : <strong>Boreas</strong>, il violento vento del nord, che aveva i serpenti ai suoi piedi e che rapÃ¬ e violentÃ² la principessa ateniese Orizia da cui nacque Cleopatra; <strong>Eurus</strong>, il vento dell&#8217;est portatore di sventura; il vento del sud <strong>Notus</strong>, distruttore dei raccolti; la <strong>stella della sera</strong> Hesperus, o <span style="text-decoration: underline;">Vespero</span>; <strong>Fetonte</strong>, rapito da <span style="text-decoration: underline;">Venere</span> che ne fece il guardiano notturno dei suoi simulacri; <strong>Ersa</strong>, dea della brina, associata a Zeus e a Selene; il vento dell&#8217;ovest, <strong>Zephiro</strong>, l&#8217;unico benevolo e benvoluto tra tutti i suoi figli, che sposÃ² l&#8217;arcobaleno e la primavera ma che per gelosia uccise il principe Giacinto e rapÃ¬ Psiche per portarla alla reggia di Cupido.</p>
<p>Il Vento Ã¨ anche uno dei segni dello zodiaco Maya.</p>
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		<title>Verde</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 15:56:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Uno dei colori primari additivi dello spettro e uno dei colori primari dello spettro elettromagnetico. Come la maggior parte dei colori, in occidente il verde Ã¨ tradizionalmente sia un simbolo positivo che negativo: la simbologia cristiana considera il colore lontano sia dal cielo che dall&#8217;inferno, un intermedio rassicurante e denso di speranza, al punto che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://img118.imageshack.us/img118/6534/xxxx1231001lb3.png" target="_blank"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" src="http://img118.imageshack.us/img118/6534/xxxx1231001lb3.png" border="0" alt="" width="200" height="200" align="cssRight" /></a>Uno dei colori primari additivi dello spettro e uno dei colori primari dello spettro elettromagnetico. Come la maggior parte dei colori, in occidente il verde Ã¨ tradizionalmente sia un simbolo positivo che negativo: la simbologia cristiana considera il colore lontano sia dal cielo che dall&#8217;inferno, un intermedio rassicurante e denso di speranza, al punto che il graal era raffigurato verde cosÃ¬ come il trono del giudice supremo durante l&#8217;apocalisse. Lo <strong>smeraldo</strong> tuttavia era anche la pietra infernale per eccellenza, proveniente dalla corona di Lucifero, ed aveva una forte valenza sia nel combattere le forze malefiche che nell&#8217;adornarle rendendole piÃ¹ potenti. Dapprima sacri a <span style="text-decoration: underline;">Venere</span> e poi associati al segno zodiacale della <span style="text-decoration: underline;">Vergine</span>, venivano utilizzati per allontanare le tempeste e durante gli esorcismi. Gli <strong>Egizi</strong> associavano il colore a Osiride, dio dei morti, e alla dea-serpente Uto che allattÃ² e nascose Horus (figlio appunto di Iside e Osiride).<br />
Nel 1577, la regina <strong>Elisabetta d&#8217;Inghilterra</strong> diede a <strong>Francis Drake</strong> il compito di attaccare i possedimenti spagnoli sulla costa del Pacifico e il corsaro partÃ¬ per quella che sarebbe stata la prima circumnavigazione del globo da parte di una nave inglese. In occasione del suo ritorno a Capodanno del 1581, fece montare in un diadema d&#8217;oro e giada i cinque smeraldi piÃ¹ belli e li portÃ² in dono alla regina. Nel 1646 la rivolta repubblicana di <strong>Oliver Cromwell</strong> distrusse le stanze della Torre di Londra in cui venivano conservati i gioielli della corona, e il diadema andÃ² disperso. Dopo alcuni movimenti poco chiari, passÃ² nelle mani di <strong>Elias Ashmole</strong>, astronomo ed alchimista che aveva supportato i monarchici durante la guerra civile: impressionato dalle dimensioni degli smeraldi, Ashmole credette di trovarsi di fronte ai frammenti della tavola di smeraldo di <strong>Ermete Trismegisto</strong>, a sua volta ricavata da una parte dello smeraldo di Lucifero. Per studiarle, tolse le cinque pietre dal loro castone, insieme ai venticinque smeraldi piÃ¹ piccoli che la corredavano, e alla sua morte le pietre presero strade diverse.<br />
Nel Sud America e in Cina, il verde Ã¨ tradizionalmente associato alla <strong>giada</strong>, pietra dell&#8217;immortalitÃ  e dell&#8217;erotismo femminile: veniva posta sul viso, sulla bocca e sul petto dei defunti per garantirne l&#8217;incorruttibilitÃ  e veniva utilizzata per gli oggetti connessi all&#8217;oppio, per via della credenza secondo la quale respirare attraverso un oggetto di giada garantisse longevitÃ  e conoscenza.<br />
Secondo i <strong>musulmani</strong>, il verde Ã¨ il colore del paradiso (dato che la parola persiana per &#8220;verde&#8221; significa anche giardino) e dei profeti, mentre nella <strong>simbologia cinese</strong> il verde costituisce, insieme al bianco, una coppia di opposti alchemici. Il drago verde Ã¨ cosÃ¬ il principio originario, il principio femminile e lunare <em>yin</em> legato al mercurio e all&#8217;acqua, contrari alla tigre bianca che ne Ã¨ lo <em>yang</em> (piombo e fuoco). Allo stesso modo, nell&#8217;alchimia occidentale il drago o il leone verde raffigurano un forte principio solvente, legato al triangolo e, anche in questo caso, alla sfera femminile.</p>
<p>Il verde Ã¨ il colore distintivo dell&#8217;<strong>ordine militare di AlcÃ¡ntara</strong>, ordine monastico militare spagnolo fondato nel 1177 e approvato da Innocenzo III, soppresso nel 1931 in seguito ai Patti di <span style="text-decoration: underline;">Venezia</span> e ricostituito nel 1936 per volere di Francisco Franco. In tempi piÃ¹ recenti, il nastro verde Ã¨ anche divenuto simbolo dello <strong>S.B.A.Z.</strong>, squadrone civile di Milano nato durante la Prima Grande Crisi del 2012.</p>
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